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Elezioni francesi, la battaglia sovranista è ancora aperta. Armiamoci anche in Italia!

Politica Estera

Elezioni francesi, la battaglia sovranista è ancora aperta. Armiamoci anche in Italia!

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di Francesco Marrara – A distanza di quasi una settimana dalle elezioni francesi cercheremo di fare un resoconto ripartendo dalla nostra recensione al pamphlet “Le Pen, la donna che spaventa l’Europa”.
Nelle ultime battute dello scorso articolo si era già preventivata la vittoria del candidato indipendente e iper-europeista, Emmanuel Macron. Nonostante ciò, si era riposta la fiducia nei confronti di Marion Le Pen e di tutti quei giovani francesi che, ormai da qualche anno a questa parte, stanno portando avanti le battaglie per un rinnovamento delle idee e lo svecchiamento della classe politica dirigente d’oltralpe. Tuttavia, qualche giorno fa la nipote della “dama nera”, Marine Le Pen, ha annunciato con una lettera aperta il suo momentaneo ritiro dalla politica per motivi politici e personali.
Come bene ha sottolineato negli scorsi giorni il filosofo Paolo Becchi, la battaglia è stata persa ma ancora c’è una guerra da combattere, ovvero la guerra contro le élites finanziarie. Una guerra politica e culturale ormai in stadio avanzato e che ha già fatto saltare tutti gli schemi e le categorie che hanno infiammato i dibattiti del secolo scorso. Sia la Le Pen che Macron, infatti, hanno perfettamente intuito che la vera lotta non è più tra la destra e la sinistra, tant’è che i partiti storici (socialisti e repubblicani) sono stati schiantati, mentre la “sinistra estrema” di Melechon è per il momento fuori dai giochi ed i centristi sembrano non contare più nulla. È in questo quadro che, nel prossimo giugno, si terranno le elezioni legislative in Francia. Staremo a vedere come si evolverà lo scontro tra il neo presidente Macron e la sua unica ed attendibile avversaria Marine Le Pen.
Nel frattempo, quest’ultima deve necessariamente correre ai ripari. Pur avendo raggiunto una buona percentuale di voti – 33,9% contro il 66,1% dell’altro candidato – la signora Le Pen dovrà analizzare punto per punto la sconfitta elettorale. In questo senso Marco Valle, in un articolo comparso recentemente su Barbadillo, ha analizzato perfettamente i nodi nevralgici della sconfitta del Front (clicca qui). Ad ogni modo, ad opera di chi scrive, fra i tanti punti programmatici sui quali peccano maggiormente i partiti e movimenti “sovranisti” o “populisti “, e nel caso di specie il Front National, uno è quello relativo alla sovranità monetaria. Si parla solo ed esclusivamente per slogan senza mai entrare nel merito di una questione fondamentale. Il popolo è troppo poco sensibile alle tematiche economiche e monetarie. Il popolo non riesce – forse perché non in grado – ad avere fiducia in chi propone azzardate uscite dalla moneta unica. Moneta nella quale nessuno nutre più fiducia in quanto simbolo di quella concezione finanziaria e mercatistica di questa Unione Europea. In tal senso, bisognerebbe ripartire dall’ABC. Da un lato spiegando, con termini semplici ed accessibili al cittadino medio, la grande truffa della moneta debito; dall’altro proponendo soluzioni concrete e realizzabili con passaggi sul breve termine e step a medio-lungo termine. Starà agli esperti economisti non allineati rimboccarsi le maniche e fornire delucidazioni in merito alla questione, mentre alla politica spetta il compito di creare la suggestione, di suscitare il sentimento e incanalarlo in una forza vincente. Sicuramente non è facile e altrettanto certamente occorre usare toni e linguaggi si suggestivi ma nemmeno aggressivi perché la gente ha bisogno di comprendere e di sognare, non di essere spaventata.
Come affrontare, allora, il prossimo futuro? Se da un lato la Le Pen dovrà rivedere alcune cose, in primis il nome del partito per rinnovare ulteriormente la sua estetica e renderla più vicina a tutte le fasce dei francesi, dall’altro i sovranisti italiani dovranno rimboccarsi le maniche per creare un nuovo progetto politico. Un progetto capace di essere trasversale, senza “larghe intese”, e che riesca ad essere sintesi fra le diverse istanze sociali ed identitarie. Occorre però rifuggire qualsiasi tentazione esterofila. Il fenomeno Front National sicuramente è importante ma opera in un contesto profondamente diverso da quello italiano, intanto perché la fiamma d’oltralpe ha un percorso iniziato anni fa ed in una terra, quella francese, dove è possibile apprezzare una vivacità culturale libera e impertinente. Inseguire la Le Pen non è certamente una soluzione come non lo è costruire un “carrozzone sovranista” da presentare al momento elettorale. Occorre un progetto condiviso da presentare ai cittadini italiani su misura delle loro sensibilità e del le loro esigenze sociali.
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