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Nina Moric sempre piu social sempre piu impertinente

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di Giorgio Arconte – «L’Italia è una repubblica fondata sul parere di Nina Moric», così si legge dal profilo facebook della modella croata senza nemmeno esagerare perché l’ironia fa parte della sua grande bellezza.
Ne avevamo parlato già nei mesi scorsi (clicca qui) ma l’impertinenza di Nina non ha freni e quotidianamente dalla sua pagina fb scaglia frecce di sana e beffarda irriverenza contro la dittatura del pensiero unico politicamente corretto, tanto da costringerci a tornare a parlarne. Non che ci dispiaccia, anzi, ce ne vorrebbero di persone come Nina che non si lasciano assuefare dalla mondanità e preferiscono la libertà! Si perché avere una propria opinione indipendente e soprattutto critica può costare molto caro, soprattutto a chi fa parte del cosiddetto “star system”. Lo si è visto con Mel Gibson, scomparso da Hollywood da quando la sua conversione al cristianesimo ha segnato anche la sua produzione artistica, e lo si è visto con Guido Barilla che ha dovuto espiare la “colpa” di aver semplicemente detto che nelle pubblicità dei suoi prodotti preferiva avere come testimonial famiglie con un padre e una madre.
Ma «Con i gay son guai. Ora scappo in Paraguay» scrive Nina, anche perché lei stessa è stata recentemente vittima sul suo profilo fb di una vera e propria aggressione arcobaleno per essersi chiesta, in occasione della festa della mamma, «Ma i bambini adottati da una coppia omosessuale oggi che fanno?». Una domanda certamente fatta con sarcasmo ma per nulla offensiva e assolutamente pacifica tranne per il fatto di aver messo a nudo tutta quella serie di rivendicazioni ideologiche ed egoistiche della comunità lgbtqi e chi più ne ha più ne metta. Impossibile riportare le reazioni e i commenti per la violenza inaudita con cui si esprimono ma che, a quanto pare, non intimoriscono la nostra Nina che ha rilanciato cercando di trasformare una «polemica stupida» in un dibattito costruttivo e intelligente facendo notare che «più della metà dei miei amici omosessuali non è favorevole alle adozioni per coppie dello stesso sesso», palesando che la comunità lgbt non è rappresentativa dell’intero mondo gay, anzi, a quanto pare non ne rappresenta nemmeno la metà; che non è possibile «privare un bambino dell’amore materno o paterno»; che «i gay che hanno figli al momento non li hanno adottati dagli orfanotrofi, né dalle favelas né dall’Africa, ma hanno usato altri metodi, mettendone al mondo altri» quindi denunciando quella pratica barbarica dell’utero in affitto; infine fa notare come «alla legge Cirinnà sulle unioni civili manca un pezzo fondamentale», ovvero l’obbligo di fedeltà quindi rivelando la precarietà di un rapporto che, così, riconosce non aver alcun valore sociale ed è rappresentato quasi come un “passatempo”, ma questo, ravvisa Nina, stranamente non sembra sollevare alcun problema fra gli lgbt.
Nonostante Nina sia stata fra i sostenitori delle unioni civili (noi, invece, ribadiamo la nostra contrarietà, leggi quiqui e qui), il problema è la sua libertà di pensiero, e le reazioni alle sue parole non si sono certo calmate. Solo per rendere la violenza che si è scatenata nei suoi confronti basta leggere questo commento fb (clicca qui). Affermare che è pazzesco è dire poco ma per fortuna i croati hanno la pelle dura e la nostra Nina è una croata di razza e non cede!
Fra una foto piccante ed uno scatto di vita privata, la nostra bellissima non molla soprattutto quando si parla di immigrazione, altro tema scottante e che scatena l’isteria di molti, soprattutto quando Nina si lascia andare ad un «Italia agli italiani!». Che poi detto da una croata ha tutto un altro sapore, chiaramente indigesto all’intolleranza dei “tolleranti”, così la nostra modella con pazienza spiega «alle 2/3 tonnellate di coglioni che nelle ultime settimane hanno ironizzato o criticato il fatto che io abbia pronunciato la frase: l’Italia agli italiani. Sappiate che nessun essere umano sano di mente nel 2017 può fare razzismo, di conseguenza il mio concetto di mettere al primo posto gli italiani, è ovviamente riferito alle politiche sociali. Il lavoro, la casa, le cure mediche, sono diritti che la costituzione attribuisce al cittadino, se in questo momento questo diritto non è garantito a chi in Italia è nato e cresciuto, possiamo garantirlo a chi è appena arrivato o arriverà? Io sono Croata, posso dire però “la Francia ai francesi”, “la Svezia agli svedesi”, “il Giappone ai giapponesi”, vi fa ridere anche questo? Io vivo in Italia, c’ho fatto un figlio, e sono innamorata di questo paese, ma la mia è una scelta, e anche coraggiosa. La mia non sarà mai una contraddizione, io qui ci sono venuta in aereo, la casa me la sono comprata prima di mettere piede in Italia, e lavoro ne ho dato non ne ho tolto».
Il ragionamento non fa una piega! L’immigrazione, tra l’altro, è un tema complesso che non può essere trattato semplicemente con un approccio ideologico e parziale, si parla sempre della condizione di persone umane reali che certamente non vivono una situazione facile né felice. Lo sa bene Nina che «appena rientrata a Milano, alla stazione due agenti mi hanno raccontato che stamane un migrante di circa 30 anni si è impiccato proprio alla stazione di Milano Centrale, l’uomo era lì da giorni, e chiedeva solo di tornare a casa sua. Questa è la prova che le ONG finanziate da Soros dal Pd, da Fi, FDI e in passato pare anche da M5S, portano persone qui dalle coste libiche, convincendole, raccontando favole. La realtà è che oggi (eccetto per le zone di guerra) la vita in Africa non è  di gran lunga peggio della vita in Europa. Io mi stringo a tutti i cari del profugo suicida. Le uniche morti per cui non piangerò, sono quelle di voi europeisti, buonisti, ipocriti e comunisti». Nina parla di realtà, quindi di evidenze che tutti possono riscontrare ma come lei stessa spiega, «L’ipocrisia e il buonismo sono lubrificanti di massa».
Questa è solo una rapida e parziale panoramica degli interventi di Nina sul suo profilo fb, al quale segnaliamo solo un ultima battuta perché rende bene la capacità di Nina di suscitare, con poche e ironiche parole, riflessioni importanti: «Se ti trasferisci in Inghilterra o lavi i piatti o vinci i campionati». Una frase che fa sorride ma che soprattutto invita ad interrogarci seriamente sulla condizione dei giovani italiani.
Forza Nina, continua ad essere impertinente senza curarti di certe vergognose minacce come questa su un muro di Genova (clicca qui). Se la tua libertà ti ha portato tanti stupidi nemici, dalla tua hai anche tanti nuovi amici.
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