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Cultura

Il libro. Come sopravvivere alla modernità, manuale per il XXI secolo

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di Giorgio Arconte – Come sopravvivere alla modernità è un libricino impertinente scritto da Gianfranco De Turris nel 2000 e recentemente ripubblicato su felice intuizione della Idrovolante Edizioni.
Infatti, nonostante siano passati oltre 15 anni dalla sua prima pubblicazione, questo piccolo saggio è ancora di grandissima attualità per i temi affrontati con un linguaggio deciso, polemico ma allo stesso tempo molto scorrevole e per nulla rabbioso. Non c’è alcuna aggressività o rancore nelle parole di De Turris, anzi, la sua rivolta contro la modernità non è un invito alla reazione magari rivoluzionaria quanto piuttosto alla formazione della propria personalità. Facendo proprie le lezioni di Mishima, di Junger e soprattutto di Evola, i tre riferimenti principali ricorrenti in questo libro, l’autore compone un esaustivo manuale per resistere alla modernità attraverso l’educazione morale della propria individualità. La modernità, o meglio la post-modernità, sarà vinta solo se riuscirà a scivolare sopra le nostre personalità senza scalfirle e condizionarle: è questa l’essenza e il compito del ribelle di oggi.
Non è un’impresa certamente semplice, soprattutto in una società dove la potenza dei media e della tecnologia sembra essere sempre più pervasiva e condizionante tanto che «Oggi si sta consolidando una dittatura morbida che, pur non ricorrendo a strumenti autocratici classici, tende ad imporre in modo ‘democratico’ non soltanto quello che è stato definito un Pensiero Unico, ma anche il Comportamento Unico». Uscire da questa realtà non è possibile, tutti noi possediamo un cellulare e un computer senza i quali addirittura non riusciremmo a vivere e allora, preso atto di questa situazione così difficile e per certi versi anche tragica, «l’unica cosa che si può fare è una resistenza nello jungeriano bosco interiore, impedendo evolianamente di essere condizionati da essi pur facendone l’uso indispensabile secondo la massima: ‘ fai che quello su cui non puoi nulla, nulla possa su di te’».
Il libricino si compone di tre parti, la prima analizza Le antitesi della modernità, ovvero l’autore scandaglia punto per punto le caratteristiche dell’epoca attuale (lo sradicamento, i buonismo, la massificazione, il relativismo…) contrapponendone subito falsità e contraddizioni secondo le prospettive dei tre autori di riferimento già citati, in particolare Evola di cui De Turris è noto studioso, fornendo così anche un piccolo ma completo quadro di questi autori. La seconda parte, Le strutture della modernità, è invece un’attenta analisi sul “disagio della modernità” affiancando le riflessioni del “Barone nero” anche ad autori diversi dal mondo della Tradizione come ad esempio la letteratura di Ballard. L’ultima parte, Nella rete della modernità, conclude (per ora) l’opera ed è stata aggiunta solo a questa edizione. Questa sezione è uno sguardo molto attuale sulla realtà di oggi in cui le nostre vite sono sempre connesse attraverso l’uso dei social network.
Insomma, un libro semplice ma denso, un piccolo manualetto da leggere e soprattutto da consigliare a tutti i giovani che devono difendersi dalle insidie del XXI secolo.
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