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Il libro. Torniamo Uomini di Emanuele Ricucci

Cultura

Il libro. Torniamo Uomini di Emanuele Ricucci

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di Francesco Marrara – Emanuele Ricucci già autore dei libretti «Il coraggio di essere ultraitaliani» e «La satira è una cosa seria» redatti per la collana Fuori dal Coro de Il Giornale, anche questa volta ci ha deliziati con un altro pamphlet di pregevole fattura. Surgelato, cristallizzato, comprato, corrotto, addomesticato. Sono questi alcuni dei termini che, fin dalle prime battute delineano, in maniera nuda e cruda, le vere caratteristiche dell’uomo contemporaneo. Un uomo che sogna il cambiamento attraverso il voto, le riforme e magari la tanto agognata rivoluzione. Un Uomo senza Dio ma con tanti padroni. Un uomo schiavo delle banche, del denaro e delle tasse. Un uomo privo di identità nazionale e sessuale. Un uomo neutro: freddo e asettico come freddi sono i social network su cui bazzica. Un uomo prodotto ad immagine e somiglianza del consumismo più subdolo e sfrenato. Un uomo che nel nome della moda si è fatto merce e così si è massificato. Questo elenco di aggettivi dovrebbe essere alquanto sufficiente per far capire all’uomo-medio quali siano le sue attuali condizioni di vita. Ma se questa è vita, in quale status si troveranno gli uomini del futuro?
«Qualcuno formi le masse, e le masse si lascino formare» afferma Riccucci in una sorta di appello che gli intellettuali liberi di questo Paese devono assumersi per tornare in prima linea come capitani del popolo. Bisogna creare quella sintonia di gramsciana memoria tra popolo ed intellettuali, solamente con una simile sintonia sarà possibile una vera e propria presa di coscienza da parte delle masse sempre più dormienti e politicamente corrette.
La vera Rivoluzione deve incominciare dentro di noi e la cultura è la vera arma da cui ripartire. Una cultura dinamica non statica. Una cultura che disprezzi la trappola del nozionismo e che valorizzi i concetti e la curiosità come incipit della saggezza.
Riccucci, infine, afferma che la semplicità e la felicità rappresentano gli elementi fondanti del futuro dell’uomo sovrano. Semplicità intesa come elemento di purificazione e di lotta contro il mondo degli uguali. Felicità, invece, viene intesa non come una materialistica ricerca dell’edonismo ma come un ritorno a se stessi senza più essere schiavi.
Ad opera di chi scrive, Ricucci ha gettato le basi per la stesura di un vero e proprio «Manifesto per la sovranità umana-individuale». Un Manifesto per l’uomo integrale e sovrano urge in questi tempi di crisi di valori e mancanza di punti di riferimento. Oggigiorno, tornare uomini significa tornare sovrani di noi stessi lanciando una grande sfida alla post-modernità.
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