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Il libro. Radical Chic. Conoscere e sconfiggere il pensiero unico globalista

Cultura

Il libro. Radical Chic. Conoscere e sconfiggere il pensiero unico globalista

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di Francesco Marrara – Autore di «Radical chic. Conoscere e sconfiggere il pensiero unico globalista» è il giovane Alessandro Catto, fondatore del network La Via Culturale e blogger de Il Giornale. Il libro si presenta piacevole e scorrevole, le tematiche vengono affrontate con quel giusto tocco di ironia, la quale risulta essere necessaria per comprendere fino in fondo il pensiero unico politicamente corretto. Populismo, fascismo, razzismo, provincialismo, immigrazionismo, europeismo sono alcuni dei tanti concetti che vengono affrontati all’interno della fatica di Catto. Radical chic, insomma, non è un libro per tutti, soprattutto non lo è per coloro i quali vivono di miti e false illusioni. Queste, infatti, vengono smantellate e sbeffeggiate con vera ed autentica argomentazione senza cadere nella solita retorica facilona priva di spunti di riflessione.
Ci si riferisce in modo particolare ai paradossi della democrazia, al feticismo resistenziale e costituzionale, all’antifascismo in assenza di fascismo (come all’anticomunismo in assenza di comunismo), ai dogmi dei mercati (divenuti perenne scusante di scelte politiche scellerate ed impopolari), alle comode panzane sull’accoglienza a tutti i costi, all’europeismo come imperativo categorico. L’elenco potrebbe ancora continuare ma starà alla curiosità del lettore approfondirlo con rigore e minuziosità. Radical chic, in qualità di piccolo retroterra culturale, ha fornito input preziosi con il fine di disintossicare l’inerme italiano-medio dalla droga che, quotidianamente, il mainstream inietta nei suoi neuroni bruciati.
Senza voler sminuire i le numerose e condivisibili considerazioni tracciate all’interno del testo (critica al sindacato e femminismo, le bugie sulla Siria e sulla Russia, l’immigrazionismo, l’europeismo, il populismo…) per le quali sarebbe necessaria un approfondimento ben più specifico, il punto focale certamente è la forte critica che l’autore muove nei confronti della cosiddetta «sinistra italiana». L’attuale sinistra liberal-progressista, nata dalle ceneri del PCI, non ha fatto altro che proseguire, in maniera più o meno coerente, la linea tracciata da Enrico Berlinguer. Catto lo definisce come «comunista che comunista non era», un mito che cercò a tutti i costi il compromesso storico con la DC e che oggi possiamo indicare specificamente con il termine «cattocomunismo». Un mito accomodante nei confronti della NATO. Un mito che ha progressivamente neutralizzato tutta quell’area di ispirazione rivendicativa e operaia. L’eurocomunismo berlingueriano ha sostanzialmente trasformato il PCI in un classico partitello socialdemocratico in salsa occidentale. Dunque, come non essere d’accordo con Alessandro Catto, dalle cui parole sembra quasi di leggere un’altra storia: quella del Movimento Sociale Italiano e del mito Giorgio Almirante. Non se la prenda la «gente di destra»!
Merita, infine, un plauso la descrizione sull’attuale generazione Erasmus (confronta qui) ed in particolare la critica mossa nei confronti del sistema universitario. Scrive Catto: «Spesso scontata e prevedibile è pure l’università, lo sono i suoi prodotti, i suoi miti, le sue materie, i suoi ambiti di ricerca sovente uguali e, dove non uguali rivestiti da un’ingiustificata patina di ribellismo ancor più borghese dell’impianto generale, sempre mediamente impegnato a dipingerci la beltà dell’Europa, delle democrazie progressive, degli antinazionalismi». Come non essere d’accordo con queste affermazioni? Il giovane esterofilo, disprezzante delle proprie tradizioni e delle proprie radici, assuefatto dal nozionismo, privo di curiosità e vivacità intellettuale, conformista, moralista, buonista e perenne migrante in cerca di fortuna non rappresenta altro che il coronamento di questo subdolo processo ideologico e massificante chiamato pensiero unico.
La video recensione di Radical Chichttps://youtu.be/l653pa5oCUw
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