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Politica Estera

Assad verso la vittoria: Deir Ez-zor è stata liberata: grazie Siria!

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di Giorgio Arconte – Deir Ez-zor è stata liberata! Dopo quasi 4 anni di assedio dell’Isis e di forzato isolamento, finalmente l’esercito siriano – supportato dalle forze russe – è riuscito a raggiungere il cuore di questa città siriana.
Qui hanno resistito stoicamente circa 100mila abitanti insieme alle truppe lealiste guidate dall’indomito generale Issam Zahreddin e che hanno sacrificato ben 3500 soldati in questi anni di assedio. È la storia miracolosa ed eroica di una popolazione che non si è arresa alla barbarie nonostante i lunghi e sfibranti anni di blocco, nonostante mancassero i medicinali, l’acqua, il cibo, e che oggi festeggia la sua liberazione per le strade di Deir Ez-zor. Difficilmente vedremo sui media la gioia di soldati e civili per questa importante vittoria della Siria sovrana sul campo: non è accettabile, per l’Occidente, dover ammettere che Assad non è il dittatore sanguinario da rovesciare ma colui che ha resistito alla violenza del terrorismo internazionale islamista. Ieri, 5 settembre 2017, è stata scritta un’importante pagina di storia per la Siria e per il mondo intero perché, come probabilmente aveva profetizzato lo stesso generale Zahreddin, Deir Ez-zor sarà la tomba dell’Isis!
In Siria – ed in Iraq – non si sta combattendo nessuna guerra civile, nessuno scontro fra governo e ribelli ma si sta lottando per la sovranità di due popoli ed in particolare di quello siriano, contro la violenza del terrorismo internazionale di matrice islamista che aveva il suo cuore nevralgico proprio nei territori siriani. E si sta combattendo anche contro la menzogna di un Occidente senza scrupoli che continua a sostenere i terroristi con la sua propaganda mediatica contro Assad e perseverando nel mantenere sanzioni economiche che penalizzano solo le già stremate condizioni dell’indomito popolo siriano. Ma ogni volta che l’Occidente sfodera i suoi “micidiali” gessetti colorati, ogni volta che l’Occidente intona “Imagine” in Siria centinaia di soldati – insieme alle truppe russe, ai miliziani hezbollah ed ai Pasdaran iraniani – perdono la vita non solo per liberare la loro Patria dalla peste Isis, ma anche per proteggere la nostra libertà! Se, infatti, le sorti della guerra in Siria non fossero state rovesciate a favore di Assad e della Siria sovrana, oggi l’Isis sarebbe una realtà ancora più forte e più ricca, con un potenziale d’azione nei territori europei ancora più temibile rispetto agli attentati che purtroppo periodicamente macchiano di sangue le cronache dei nostri giornali. Se ancora oggi in Occidente possiamo goderci con una certa tranquillità il nostro benessere, lo dobbiamo certamente a questi soldati, a questi musulmani (insieme alle milizie della minoranza cristiana) che combattono il terrorismo sul campo con la propria vita. Il loro sangue per la nostra libertà… e noi abbiamo un solo modo per dirgli grazie: raccontare la verità!
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