LOADING

Type to search

Politica Nazionale

La legge Fiano, gli isterismi democratici e la nuova dittatura

Share
di Antonio Virduci – Le febbri malariche furono sconfitte dalla bonifica parecchi decenni addietro, ma chi ci salverà dalla “febbre da Fiano” che di questi tempi imperversa da un capo all’altro della Penisola?
Battute a parte, è davvero avvilente riscontrare che con i pesantissimi problemi che attanagliano il Paese Italia, il Parlamento impieghi ben cinque ore per discutere l’approvazione di una legge inutile, liberticida e dal forte sapore iconoclasta.
E sì che dopo il via libera sulle unioni civili, il pressing sullo Ius Soli e altri pateracchi discorrendo, forse tale provvedimento – che dopo aver avuto l’approvazione della Camera dei Deputati ora passa alla discussione del Senato – potrebbe anche risultare solo il contorno alle tante castronerie realizzate da questa legislatura.
Una legge che vorrebbe introdurre nel codice penale l’articolo 293-bis – e chissà che non nasca un nuovo bel gruppo musicale da questi numerini – che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chiunque propagandi immagini e contenuti del partito fascista o nazionalsocialista tedesco e delle loro ideologie.
Ora, che una legge in tal senso già esiste dagli anni ‘50 lo sanno anche i bambini, e che questa quindi può rappresentare al massimo un doppione con delle aggravanti che ne fanno un mostro giuridico è un fatto assodato.
Ridicola in alcune sue parti, se vogliamo, basti pensare al particolare tragicomico delle sanzioni che possono colpire l’individuo nella semplice gestualità. Se la legge dovesse essere approvata anche in Senato, infatti, potrebbe essere molto pericoloso rispondere ad un appello alzando il braccio destro, o detenere in casa propria materiale pericolosissimo e scottante come un busto del Duce acquistato a Predappio. Non è ancora ben chiaro, in questo ultimo caso, se ad incorrere all’ira della legge saranno solo i busti (ma anche magliette, bandiere, manganelli) comprati dopo l’eventuale pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della “lex… anti Dux” Fiano, o ci sarà un salvacondotto su tutto il materiale già in possesso. Roba che scotta, comunque, quella relativa ai cimeli del ventennio fascista, epoca che, secondo i sacerdoti del politicamente corretto, non solo andrebbe condannata e dimenticata, ma addirittura bisognerebbe cancellarla dalla memoria e distruggerla nei suoi ricordi fisici leggi statue, scritte, magari ripristinando le paludi nell’Agro Pontino. Come disse Simone Weil, però, “la distruzione del passato è forse il delitto supremo”.
Noi di Stanza 101 sappiamo bene dove l’on. Fiano possa avere trovato ispirazione per elaborare questo suo progetto isterico e demenziale, e siamo addirittura compiaciuti che l’opera magna di George Orwell, 1984 al quale ci ispiriamo, abbia trovato tale accreditato lettore e cultore. Dal romanzo alla realtà, ovvero dall’Eurasia del Grande Fratello che domina attraverso l’ideologia dominante del Socing, all’Italia del Pd fatta di tanti radical chic che per un braccio alzato sono capaci di sbattere la gente in galera con tanti saluti alla libertà di pensiero.
I libri e i grandi classici, però, vanno letti sino alla fine.
Tags:

You Might also Like

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *