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La sconosciuta e vilipesa storia della Petacci secondo una giovane ragazza

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di Veronica Zema – Non conoscevo Claretta Petacci prima che un comico, tale Gene Gnocchi, la paragonasse alla scrofa fotografata tra le immondizie per le strade di Roma.
Sono andata su internet e ne ho scoperto la storia, tragica e singolare: una donna assassinata perché innamorata sino alla fine di un uomo, a torto o a ragione un grande personaggio di cui poco mi interessa l’epopea e di cui non voglio discutere evitando rifritte, inutili e strumentali polemiche di parte politica.
Mi ha stupito, però, la storia personale di Claretta, una giovane donna stuprata nel corpo e nell’anima, condannata a morte violenta per amore. Ho pensato come sia possibile che, dopo settanta anni ed in un talk show, qualcuno possa offendere una memoria così sofferta usando sfrontata arroganza ed impensabile volgarità. A volte provo vergogna per questo mondo di plastica dove non vi è più rispetto per l’essere umano: quale odio, quale ideologia, quale pubblicità può giustificare il comportamento di uno come Gnocchi? Quale aridità di sentimento può rendere silenti le coscienze dei tanti che hanno permesso a questa persona un offesa così ingiustificata? Donne fidanzate o innamorate, donne violentate o perseguitate, tutte offese e stuprate nella coscienza e nel sentimento da uno squallido e raffazzonato “omino” che ha usato il palcoscenico mediatico per una battuta fuori luogo, stomachevole e senza senso.
Spero, povero Gnocchi, di non avere più la sgradita occasione di ascoltarti davanti alla mia televisione.
Comunque, a cuore stretto, un grazie devo farlo per questa penosa vicenda che, quantomeno, potrà essere l’occasione per far conoscere a tanti giovani, come me, la storia passionale e tragica di Claretta Petacci, donna coraggiosa ed irriducibile per un grande, difficile e sofferto amore.
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