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Viaggio in Italia

Viaggio in Italia. A Perugia il rosso si è un po’ stinto

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di Antonio Virduci – Perugia nella sua forma è un’immensa e gustosa torta “sette veli” che scopri lentamente salendo dal basso per poi cogliere, una volta in cima, le sue migliori delizie.
Assieme alla vicina Siena, i due centri costituiscono da tempo le maggiori mete dei turisti stranieri che visitano l’Italia per quanto riguarda le città medio-piccole. Dopo Roma, Napoli, Venezia e Firenze ci sono loro e con gran merito, aggiungo io. Certo, ci sono dei fatti accaduti nell’ultimo decennio che a Perugia e all’Umbria tutta non hanno portato ricchezza e benessere: uno è dato dalla frequenza dei terremoti, l’altro dal delitto della studentessa americana Meredith Kercher avvenuto nel 2007. Intendiamoci: l’aspetto cosmopolita della città si avverte ancora, passeggiando in Corso Vannucci, il salotto della città, con frotte di visitatori presenti in ogni stagione e di tantissimi studenti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, grazie all’Università per stranieri che però, anno dopo anno, vede sempre più ridursi di nuovi iscritti, tanto che nell’ultimo bilancio approvato il passivo si aggira intorno al milione di euro. Dalla Fontana Maggiore, icona di Perugia nel mondo, al superbo panorama che si scorge dai giardini posti nei pressi di Piazza Italia, luogo che ispirava come pochi altri il Carducci. A pochi metri, sorge elegante più che mai lo storico hotel Brufani: qui il 27 ottobre del 1922 fu stabilito il quartier generale ed il concentramento dei fascisti provenienti dal Nord e diretti a Roma per la Marcia del giorno successivo. Da visitare assolutamente la Rocca Paolina, che si estende nelle viscere della città, antico e ben valorizzato ricordo della dominazione papale, edificata per mettere a tacere le proteste dei perugini che si erano rivoltati per la tassa sul sale imposta da papa Paolo III. La rivolta fu domata, ma se volete il pane con la giusta dose di sale in panetteria dovete specificarlo, altrimenti la protesta per i perugini continua ancora oggi.
Aria tonica, quasi di montagna, in questo periodo, a Perugia. Freddo pungente che invoglia la sera a stare dentro casa o in uno dei tantissimi locali presenti in ogni vicolo del centro. La città è amministrata dal centro-destra con a capo il giovane e tutto sommato apprezzato Andrea Romizi (Forza Italia). Non è di tutti i giorni un’amministrazione non rossa a queste latitudini, prima volta a Perugia dal 1946, ma tant’è, con buona pace dei centri sociali che ultimamente hanno chiuso pure battenti, al contrario di Casa Pound che nel quartiere di Elce ha aperto la sua sede da più di un anno, “Griffa avamposto non conforme” il suo nome. Merito di Antonio e dei suoi camerati che appena un mese addietro sono scesi in strada nel quartiere di Ponte San Giovanni per una marcia di protesta che ha fatto inorridire qualche attempato antifascista del luogo, ma che nei numeri e nella sostanza ha dato forza e vitalità al movimento che si sta assestando anche nella provincia di Terni, altra vecchia roccaforte dell’antifascismo nazionale, oggi sempre di più preda di crisi isteriche. Il solito discorso che vale per tutte le città d’Italia: le ideologie contano ben poco quando una precisa parte politica, quella a sinistra, nel predicare tolleranza, accoglienza e solidarietà, dimentica, o peggio, passa sopra i veri bisogni della gente, che sono sicurezza, lavoro, tutela della famiglia. A Perugia, ad esempio, vi è un’emergenza droga che è drammatica, così come pesante è la situazione per i negozianti del centro, dove imperano le “spaccate”, ossia veri e propri assalti notturni alle vetrine e conseguente furto di incasso e merce esposta.
Perugia monumento del passato ma anche no. Le decine di scale mobili che portano verso l’acropoli, e poi l’avveniristico Minimetrò che consente di lasciare l’auto giù a Pian di Massiano, fanno tenere ben presente a tutti che antico è bello ma con moderazione. Inoltre, le recenti vicissitudini della storica Perugina, fagocitata dalla Nestlè, con conseguente e dirompente decisione di licenziare un centinaio di dipendenti. La novità di questi giorni, però, è l’ormai imminente varo del Freccia Rossa per Milano. L’alta velocità anche in Umbria, anche se l’orario è più consono per andare a caccia più che per vedere la Madonnina. Si parte infatti alle 5 del mattino.
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