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Politica Nazionale

Parte il ‘Bus della Libertà’ per sfidare l’intolleranza del politicamente corretto

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di Giorgio Arconte – È partito da Reggio Calabria il secondo tour del “Bus della Libertà”, la campagna sostenuta da CitizenGO e Generazione Famiglia, per promuovere la libertà educativa delle famiglie e per prevenire la diffusione di progetti gender nelle scuole italiane. Il tour del Bus si svilupperà per 11 città (in calce il programma) e si concluderà giorno 27 a Roma simbolicamente davanti alla Corte di Cassazione.
Il “Bus della Libertà” è partito fra grandi polemiche sollevate dalle Commissioni per le Pari Opportunità del Comune di Reggio Calabria, della Città metropolitana di Reggio Calabria e dalla Regione Calabria, enti che dovrebbero garantire la pluralità delle idee e la difesa della libertà. L’aggressività con i quali questi enti pubblici si sono scagliati contro la pacifica e libera manifestazione del “Bus della Libertà” mostra segnali preoccupanti di tensioni dirette a creare un clima d’odio verso chi non è allineato al “pensiero unico” del politicamente corretto. Un clima già conosciuto 50 anni fa in Italia quando sul selciato delle strade venivano lasciati ragazzi morti a colpi di chiave inglese, vittime dell’intolleranza di chi predica la tolleranza.
Nel romanzo dispotico “1984” di George Orwell, al quale si ispira l’associazione “Stanza 101”, coloro che aderiscono all’ideologia totalitaria del Socing devono credere senza riserve a tre slogan: “la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”. A volte, però, la realtà supera l’immaginazione, ed è proprio il caso delle smodate e violente reazioni contro il tour del “Bus della Libertà”. Secondo gli enti pubblici già citati che si sono espressi contro, infatti, la democrazia è odio ed intolleranza, la libertà è razzismo e discriminazione: è il potere della neolingua descritta da Orwell con profetica immaginazione. Le parole devono essere svuotate dal loro significato reale in modo da poter essere strumentalizzate dal potere politico e mediatico, cercando, così, di traviare il reale senso di una manifestazione – quella del “Bus della Libertà” – che ha come oggetto esclusivo la libertà d’espressione e la libertà educativa delle famiglie: due diritti riconosciuti dalla Costituzione italiana.
In un’intervista rilasciata a ildispaccio.it da Filippo Savarese – portavoce nazionale di Generazione Famiglia – ha chiarito che «La Dichiarazione universale dei diritti umani all’art. 26 dice che il diritto di priorità educativa spetta alla famiglia, perché la Storia ha dimostrato che quando è la scuola, ovvero lo Stato che gestisce la scuola, a venire prima della famiglia si snatura completamente quest’istituzione. Noi dunque diciamo che “la famiglia viene prima”: la famiglia poi, ovviamente, avrà il diritto-dovere di chiedere alla scuola un aiuto nell’educazione, ma non esiste che, come avviene oggi, entrino associazioni Lgbt nelle scuole, del tutto all’insaputa dei genitori, a insegnare che si può nascere anche da due padri o da due madri, circostanza evidentemente del tutto contro la natura delle cose». Parole chiare come altrettanto chiaro è lo slogan riportato a caratteri cubitali sulle fiancate del “Bus della Libertà”: «non confondete l’identità sessusale dei bambini». Argomenta ancora Savarese, «La nostra campagna non riguarda in alcun modo né omosessualità né transessualità, ma solo la libertà della famiglia d’insegnare ai propri figli quel che crede in tema di sessualità, e cioè che tutti nasciamo maschi e femmine, e che tutti nasciamo da un padre e da una madre».
Il tour del “Bus della Libertà”, dopo aver fatto tappa a Reggio Calabria giorno 20 febbraio, proseguirà secondo il seguente programma:
CATANIA: Mercoledì 21 ore 11 – V. Dusmet (Villa Pacini); NAPOLI: Giovedì 22 ore 11 – V. Dohrn (Rotonda Diaz); LIVORNO:Venerdì 23 ore 11 – zona Centro (P. Cavour); TORINO: Sabato 24 ore 11 – Rondò Rivella; MILANO:Sabato 24 ore 15 – Porta Venezia; VERONA: Domenica 25 ore 10:30 – Piazza Bra; BOLOGNA: Lunedì 26 ore 12 e ore 12:30 – Piazza Malpighi (due soste di 20 minuti); CESENA: Lunedì 26 ore 15 – zona Municipio; PESCARA:Martedì 27 ore 11 – Piazza Salotto; ROMA: Martedì 27 ore 16 davanti alla Corte di Cassazione (Palazzaccio).
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