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Politica Nazionale

Ballottaggi. Gli italiani si sono rotti i coglioni: toglietegli il voto!

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di Giorgio Arconte – Succede che ai ballottaggi di domenica scorsa il Pd e tutta la vecchia sinistra perdono città-roccaforti come Siena, Massa, Pisa, Terni, Avellino, Imola. Insomma, succede un vero terremoto, una rivoluzione politica e sociologica che possiamo parafrasare con un nuovo adagio: gli italiani “hanno un bidone della spazzatura al posto del cuore”.
E già, perché a quanto pare agli italiani non interessa nulla della stepchild-adoption, ovvero della possibilità per due gay di comprare un bambino, e non interessa nemmeno nulla delle speculazioni delle Ong nel Mediterraneo. E tutto questo mentre sui media la sinistra continua dettare l’agenda dei suoi temi con sempre maggiore insistenza ed anche con evidente cattiveria. Lo dicevamo già (clicca qui): la sinistra progressista e da salotto diventa una minoranza sempre più piccola ma allo stesso tempo detiene ancora saldamente il potere mediatico totalizzando il dibattito. Forse tanto male non è visto che ogni volta che intervengono i vari Mentana, Saviano, Fazio, J-Ax e tutti gli altri con il loro carico di odio radical-chic gli italiani si incazzano sempre di più. Ormai la favola è finita, la gente è disincantata perché al di là delle fantastiche idee sull’umanità, sulla fratellanza, sull’uguaglianza, c’è la realtà, inesorabilmente concreta. La realtà di tutti i giorni di chi si deve alzare la mattina presto per cercare di arrancare una vita mezza dignitosa per sé stesso e per i propri figli.
La realtà di famiglie sempre più affogate da tasse e debiti, la realtà di giovani senza lavoro e senza prospettive, la realtà di lavoratori precari e di ricercatori che devono emigrare. Diciamoci la verità: gli italiani si sono rotti i coglioni dei predicozzi in tv da parte dei sacerdoti del pensiero unico e per questo non ubbidiscono più! Sarà meglio, allora, togliergli il voto per evitare altri rovinosi cappottoni. Perché si sa, per la sinistra il popolo è bello ma solo quando resta povero ed obbediente; quando invece si ribella, il popolo è ignorante e il populismo avanza con la sua ombra nera, anzi, con la sua scura ombra giallo-verde. Più verde in realtà che gialla, perché mentre i 5 Stelle arrancano, la Lega continua la sua cavalcata. Insomma, il rosso, il nero e l’azzurro ormai sono passati, e la cosa non ci dispiace nemmeno.
Adesso è il nuovo che avanza ed anche questo lo avevamo già detto (clicca qui): benchè la sinistra urli istericamente, il mondo sta cambiando e insieme a lui anche le categorie di riferimento. Bisogna però creare e sostenere avanguardie culturali capaci di cavalcare e guidare questo momento di cambiamento affinchè tutto non si disperda. La politica senza la cultura è solo l’espressione di una reazione che, però, manca di una reale e duratura prospettiva.
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