LOADING

Type to search

Cultura

Dittatura finanziaria: un libro contro gli strumenti del potere

Share
di Antonio Giuseppe D’Agostino – “Aleteia”, ossia svelamento, è questa la parola che più di ogni altra diventa paradigma dei giorni nostri e che viene postulata nel libro di Francesco Toscano “Dittatura Finanziaria”.
Un termine che dovrebbe diventare un presupposto da cui partire ai giorni nostri; una parola che racchiude in sé tutto il lavoro che oggi bisognerebbe fare per fronteggiare quella comunicazione isterica, serva di poteri occulti che devono essere rivelati per sopravvivere al mondo contemporaneo.
Il sottotitolo del testo, che richiama una possibile “inattuale”, cita “il piano segreto dell’élite dietro la crisi economica per conquistare il potere”, ossia il modo e i mezzi per conquistare il Mondo attraverso artifici economici e un’ideologia che l’autore definisce “nazismo tecnocratico”.
Toscano non scrive un libro, ma una cassetta degli attrezzi utile per chi vuole superare il mainstream dei mezzi di comunicazione e dei sistemi culturali, sempre proni a cavalcare l’onda mediatica, ma che con noncuranza sposano interessi mondialisti legati al capitale economico e non umano.
“Dittatura Finanziaria”, con una lucida analisi degli ultimi fenomeni economici (vedi Grecia), svela il panno della necessità di interventi finanziari “lacrime sangue.
Con una riflessione tipica di chi pone tesi, antitesi e sintesi (hegelianamente parlando) l’autore scoperchia un vaso di Pandora che ha costretto (e tuttora costringe) milioni di cittadini (greci, europei e ora anche italiani) a sottostare a regole e patti scelti non più nelle sedi politiche, ma tra i potentati economici che, dalla Rivoluzione Francese in poi, stanno tentando di impadronirsi del Mondo.
Il “nazismo tecnocratico”, capace di devastare l’uomo non in nome di una razza, ma per conto del Capitale, è un mostro, un’Idra che sembra invincibile e che trova nell’economia la sua arma più forte e apparentemente invincibile.
Una sorta di Excalibur, stretta dalle grandi banche, dalla massoneria e da figure mitologiche come la Grande Europa, che svelano tutto la loro perversione nel tentativo di distruggere le identità, nazionali e individuali.
Immigrazione incontrollata, tagli al sistema sociale, europeizzazione del sistema monetario e bancario, perdita delle sovranità, colorate da un insano cosmopolitismo dell’era del 2.0, altro non sarebbero che strumenti utilizzati per confondere ed eludere il vero obiettivo di questo essere deforme che mira ad annientare intere categorie di esseri umani.
L’autore, non senza darne una spiegazione puntuale, sfata anche i miti del populismo, utilizzato solo per fare tacere le voci contrastanti e di denuncia contro questo sistema malato, dove chi critica il sistema imperante, viene descritto come un alieno, un esagitato.
Sottolineava Orwell (giustamente citato dall’autore), “a volte il primo compito delle persone intelligenti è la riaffermazione dell’ovvio”, che viene celato grazie alla potenza dei mezzi di comunicazione e da quei sistemi culturali creati dalle élite al potere.
Grazie a questo sistema, a questo mitologico demiurgo, i “Re del Mondo” hanno mascherato, trasformato e velato, la morte della libertà idealizzando la “democrazia”; hanno sposato il “Capitale” dichiarando di volerlo condannare.
Francesco Toscano, nel suo libro, descrive questo e molto di più, ricordando agli uomini (non senza un principio politico-filosofico) l’ovvio, ossia “le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso”, ma fornisce anche degli strumenti delle indicazioni utili per evadere da questo sistema dove, heideggerianamente,  “la chiacchiera, che è alla portata di tutti, non solo esime dal compito di una comprensione genuina, ma diffonde una comprensione indifferente, per la quale non esiste più nulla di inaccessibile”.
“Dittatura Finanziaria” è tutto questo, un libro che semplicemente produce timore e tremore, che inquieta perché finalmente svela verità sottaciute, descritte come follie, dissennatezze, populismi, ma che palesano una grossa verità, “il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere”, come giustamente sottolineava Orwell.
Tags:

You Might also Like

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *