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Sovranismo tricolore al potere: tra dubbi e perplessità, l’Italia ritorna protagonista

Politica Nazionale

Sovranismo tricolore al potere: tra dubbi e perplessità, l’Italia ritorna protagonista

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di Francesco Marrara – Finalmente il tempo delle chiacchiere è finito! L’Italia della Terza Repubblica, come ribattezzata fin da subito dal Vicepresidente – nonché Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico –  Luigi Di Maio, ha iniziato a prendere quota riuscendo a confinare – quasi del tutto – il vecchio establishment politico della Seconda Repubblica.
Il primo atto rivoluzionario del nuovo governo giallo-verde consiste proprio nel fatto che due forze politiche – appunto Lega e Movimento Cinque Stelle – provenienti da vicende storiche e culturali completamente opposte, siano riuscite a convergere sui grandi temi mettendo da parte, almeno per il momento, divergenze e polemiche infruttuose. Senza ombra di dubbio quello leghista-pentastellato è il primo esecutivo di stampo sovranista. Un sovranismo controverso ed ancora in fase di rodaggio, ma pur sempre un diamante grezzo che dovrà essere scalfito con molta cura, pazienza e precisione per i prossimi cinque anni.
Consapevoli del fatto di non voler sottovalutare il ruolo che svolgeranno i sottosegretari  nell’influenzare ed indirizzare le decisioni che verranno prese all’interno dei dicasteri – vedi ad esempio la piacevole ed inaspettata nomina di Luciano Barra Caracciolo a sottosegretario agli Affari Europei – nell’esecutivo guidato dal professor Giuseppe Conte, fondamentali saranno alcuni ministeri chiave quali Economia, Famiglia, Interni, Difesa ed Esteri.
L’esecutivo giallo-verde, forte dell’appoggio delle masse popolari come da tempo non si vedeva, dovrà essere in grado di adempiere le promesse fatte in campagna elettorale. Certamente ci vorrà del tempo affinché vengano messi in atto i dovuti provvedimenti, ma si sa in politica, come d’altronde nella vita, i cambiamenti avvengono gradualmente ed un passo alla volta.
Pretendere tutto e subito dopo anni caratterizzati da un indirizzo politico accondiscendente e servile nei confronti di Bruxelles, significherebbe rischiare di interrompere bruscamente, nonché spegnere quel piccolo barlume di speranza riaccesosi in seno al popolo, quel percorso di cambiamento intrapreso con le elezioni  dello scorso 4 marzo 2018.
Tuttavia, nel prossimo avvenire, il governo italiano dovrà mostrare i muscoli nelle dovute sedi europee: riallacciare strategicamente i rapporti con la Russia, rilanciare il lavoro e l’economia italiana anche attraverso un percorso di riavvicinamento con i paesi dell’Africa mediterranea – quest’ultimo punto sarà cruciale ai fini della questione immigrazione – risulterà di vitale importanza ai fini del rilancio del Bel Paese nello scacchiere della geopolitica europea e mondiale.
L’Italia è attualmente un laboratorio politico dal quale sta nascendo un sovranismo che presto si ripercuoterà in tutta Europa (riprendendo il pensiero del professor Paolo Becchi). Nonostante il sovranismo in salsa tricolore sia ancora alle prime armi, attualmente le premesse per fare bene ci sarebbero tutte. Ovviamente, elogiare o criticare a prescindere non serve a nulla se non a gettare fumo negli occhi. Pertanto, il compito dei canali di informazione impertinente ed alternativa, sarà quello di vigilare scrupolosamente sull’operato di Conte e della sua squadra di governo e, se ce ne sarà bisogno, essi dovranno intervenire denunciandone le relative storture ed incongruenze.
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