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Il maschicidio: la violenza non conosce genere

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Il maschicidio: la violenza non conosce genere

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di Antonio Giuseppe D’Agostino – Il grande mainstream ha affilato i suoi artigli sulla mente e sulla coscienza delle persone, riuscendo a saziare le “masse annoiate” trovando non luoghi del pensiero che diventano verità assolute.
Basta il principio della ripetizione ad oltranza che una realtà (per quanto ignominiosa, disprezzabile e infamante) diventa “l’unica realtà”, in base a un principio di veridicità che nega anche altri scenari e per fare questo ha bisogno di tacere sulla sua complessità e sulla ripetibilità. Un pensiero su tutti va al “femminicidio”, un neologismo contemporaneo che parla dell’aberrante violenza dell’uomo sulla donna, intesa come oggetto da possedere.
Da anni la legittima battaglia contro questo fenomeno sta inondando i media e i social network, accontentando le moltitudini fameliche pronte a puntare il dito contro quella mentalità maschilista che prevarica il mondo femminile. Ma, a ben guadare, la verità è che la violenza intra moenia esiste ed esisterà sempre a discapito di qualsiasi “genere” si voglia guardare. Un principio che dovrebbe fare piacere a teorici del mondo fluido, ma invece viene negato.
Gli studi e i testi di Barbara Benedettelli sono un chiaro segnale di come aggressioni e/o omicidi fra uomini e donne si equiparino, con una comparazione che rende credibile l’assioma “homo, homini lupus”. Secondo quanto riportato dalla scrittrice, dati del Viminale 2017 (http://barbarabenedettelli.it/), l’omicidio violento all’interno delle mura domestiche porta ad un’estrema considerazione: uomini e donne uccidono allo stesso modo all’interno della vita di prossimità.
Esiste, in altre parole, accanto ad un “femminicidio”, anche un “maschicidio” di cui non si parla o non si vuole parlare, perché non conviene alla favola che si vuole e si deve raccontare. Segno evidente di come, la vita ridotta alla sola sfera privata (secondo la definizione data dal filosofo Theodor Adorno) non può essere oggetto di quell’ideologia che tenta di negare come “la violenza su cui si basa la civiltà significa persecuzione di tutti a opera di tutti”.
Omicidi, violenze fisiche e psichiche, suicidi e maltrattamenti sono equiparati, con buona pace di chi vuole fare credere il contrario o arrivare a paragonare la mentalità maschilista a una cultura para-mafiosa.
Per approfondire leggi http://www.ilgiornale.it/news/politica/allarme-maschicidi-uomini-vittime-quanto-donne-nessuno-ne-1537979.html
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