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#WCFVerona. M.R. Ruiu (Generazione Famiglia): essere mamma è più meraviglioso

Interviste

#WCFVerona. M.R. Ruiu (Generazione Famiglia): essere mamma è più meraviglioso

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# WCFVerona – Dal 29 al 31 marzo si celebrerà a Verona il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie e per l’occasione abbiamo voluto intervistare una delle protagoniste: Maria Rachele Ruiu. Rachele, che ringraziamo, è una giovane moglie e madre, fra le organizzatrici del Congresso e degli ultimi due Family day, nonché portavoce nazionale di Generazione Famiglia

Cosa rappresenta il Congresso Mondiale delle Famiglie?
Il Congresso Mondiale delle Famiglie è un’occasione unica per l’#Italia ma anche molto importante per l’#Europa, che tra l’altro fra qualche mese andrà anche al voto per il rinnovo del Parlamento europeo. Il Congresso Mondiale delle Famiglie sarà un momento in cui celebrare la #vita e testimoniare la bellezza della #famiglia, e sarà anche un momento in cui la società civile interrogherà la politica: le famiglie stanno passando attraverso un momento di crisi epocale. Una conseguenza? L’attuale crisi demografica che deve essere affrontata attraverso una politica di sussidi economici, ma altrettanto sicuramente, anzi, innanzitutto con una rinnovata cultura per la vita e la famiglia: due binari che non possono prescindere l’uno dall’altro. Questo è il grande obiettivo del Congresso Mondiale delle Famiglie: rinnovare la cultura e presentare proposte perché la politica faccia qualcosa per la famiglia.

Allora perché questo evento ha sollevato così tante critiche e polemiche?
Si può dire che uno degli obiettivi raggiunti, sebbene non voluto, è proprio quello di aver sollevato – o subìto – tutta questa serie di polemiche, tra l’altro sempre pretestuose. Ormai è un mese che ci troviamo a rincorrere bufale e fake news diffuse da stampa e da politici. Siamo dovuti arrivare a fare delle querele. Perché tutto questo? Perché oggi è diventato un tabù parlare di famiglia. Questo congresso già ha palesato un dato: parlare di vita e famiglia è ormai difficilissimo. A queste polemiche rispondiamo con la chiarezza dei temi che affronteremo: bellezza del matrimonio, diritti dei bambini, dignità e diritti delle donne, le donne nell’età della storia, difesa giuridica della vita e della famiglia, ecologia umana integrale, politiche aziendali per la famiglia e la natalità, crescita e crisi demografica. Essendo un Congresso mondiale, lo faremo declinando secondo i territori.Parleremo, per esempio, delle famiglie che nel Medioriente scappano dalla guerra o di quelle africane che devono affrontare la povertà, sicuramente parleremo del dramma delle violenze in alcune famiglie. Rispetto all’occidente, rispetto alla nostra Europa, che da troppo si occupa di famiglia ideologicamente, la richiesta sarà chiara: che la famiglia, come cellula fondante della società naturale, venga messa al centro delle sue politiche.

È così brutto e penalizzante essere madre?
Essere #mamma è una delle esperienze “più meravigliose” sulla faccia della terra. Sì, lo so che non si dice, ma è più di meravigliosa. Ora che sono mamma lo posso dire e mi dispiace proprio il cinismo e la crudeltà con cui viene descritta la #maternità. Anzi, capisco il senso di un certo bombardamento culturale contrario: o bombardi oppure è impossibile crederci. Sicuramente oggi essere madri è penalizzante perché lo Stato non è di supporto e questo è molto grave. Al Congresso Mondiale delle Famiglie ne parleremo perchè se è vero che le nostre nonne hanno dovuto lottare per poter lavorare oltre che essere mamme, ad oggi la mia generazione deve lottare perché chi è nel mondo del lavoro possa fare anche la mamma. Ci vogliono politiche di conciliazione, ma che aiutino a conciliare davvero! Si pensi a tutte quelle donne che hanno dovuto lasciare il figlio dopo appena tre mesi per non perdere il posto di lavoro; alle donne che interrompono l’allattamento esclusivo per non essere licenziate;a tutte quelle donne a cui i datori di lavoro non concedono il part-time, o un lavoro flessibile e per concederlo un’azienda deve essere supportata dallo Stato. Si pensi alla gravissima usanza della firma delle dimissioni in bianco, o al gravissimo mobbing che subisce una donna che se resta incinta due anni di seguito. Si pensi alla vergognosa domanda nei colloqui “vorrai mica figli?”. E si pensi anche alle mamme che scelgono di prendersi cura esclusivamente della propria famiglia ed essere insultate per questo, come se una donna potesse realizzarsi solo lavorando. Una bugia. Insomma, oggi per una donna è molto difficile scegliere di essere madre e se vogliamo dire che la #donna deve essere libera di scegliere significa che la donna deve essere messa nelle condizioni di poter fare con serenità anche la scelta di essere madre. La donna deve essere libera di essere mamma, deve essere libera di essere lavoratrice, deve essere libera di essere madre e lavoratrice!

Non abbiamo ben capito cosa sia il patriarcato oggi, riesci a spiegarcelo?
Purtroppo ci sono violenze sulle donne e sono inaccettabili, decisamente inaccettabili. Grazie a Dio, nell’esperienza che ho della maggioranza delle mie amiche e nell’esperienza che o personalmente di vita, di amicizia, di lavoro, la maggioranza delle famiglie uomo e donna si aiutano e collaborano. Sì, per fortuna, anzi, grazie alla cultura cristiana, per dare un dato storico, in Italia il rapporto tra uomo e donna è sostanzialmente solidale, lontanissimo da quei Paesi in cui la donna è ancora vittima di una di una cultura che la dipinge come essere inferiore. Realtà che esiste ma che non appartiene culturalmente all’Italia. Ciò non toglie che esistano eccezioni di abusi e di violenze e che queste vadano condannate con forza.E, accanto a questo, vedo sempre più spesso in Occidente una cultura che cerca di distruggere la figura dell’uomo, addirittura cercando di far passare la parola “uomo” come sinonimo di violenza. Questo non è assolutamente possibile, né più accettabile. Ci sono uomini violenti, innegabile, ma non tutti gli uomini sono violenti né lo è la maggioranza di loro. Così come per le donne. Occorre piuttosto promuovere e rinnovare una cultura dell’alleanza fra l’uomo e la donna. Piuttosto violenza,di cui si parla ancora troppo poco se in modo strumentale,è quella dei media che quotidianamente volgarizzano il corpo della donna riducendola a oggetto sessuale. O ancora la prepotente difesa della pornografia, della prostituzione. O di tutti quelli che vorrebbero la donna incubatrice, che sforni figli per altri, più ricchi con il cosiddetto utero in affitto. Questa non è una cultura dell’emancipazione, questo significa declinare in tutti i modi possibile lo sfruttamento della donna e del suo corpo fino a ridurlo a mero oggetto di consumo.

Chi ci sarà al Congresso Mondiale delle Famiglie?
Si parla sempre dei politici presenti, anzi permettimi un pensiero in merito: è triste l’appiattimento “partitico” verso cui la stampa ha provato a schiacciare questo Congresso. La Famiglia non è né gialla né verde, né rossa, né nera: la famiglia non ha colore! La Famiglia è famiglia ed è folle pensare che sia di destra: per questo abbiamo invitato tutti. Per questo il Congresso Mondiale delle famiglie desidera restare trasversale. Poi è evidente che non tutti hanno risposto, che qualcuno ha pensato non fosse necessario guardare alla Famiglia e alle sue esigenze. Se qualcuno ha schiacciato la presenza politica a destra sono stati i politici invitati ma che non hanno voluto partecipare.
Ma a parte i politici, che ringrazieremo pubblicamente perché hanno risposto al nostro invito, ci saranno tantissime altre persone rappresentanti soprattutto la società civile che, anche proprio attraverso questo Congresso, cerca un riconoscimento nelle sue realtà di famiglia. Qualche esempio? Sammy Basso con il quale si parlerà della dignità e bellezza della vita sempre anche nella disabilità; don Di Noto con il quale si parlerà della piaga della pedofilia; Paola Bonzi, voce storica del Centro Aiuto alla Vita; Don Aldo Bonaiuto, famoso per la cura degli ultimi della terra; finanche personaggi pubblici come Legrottaglie. Ci saranno Francesca Romana Poleggi, Enrica Perrucchietti, Angela Pellicciari, Renzo Puccetti, Francesco Agnoli.Insomma, ci saranno intellettuali e rappresentanti delle associazioni che hanno animato il mondo prolife e profamily degli ultimi anni: Filippo Savarese, Jacopo Coghe vicepresidente del Congresso, Toni Brandi presidente del Congresso. Ovviamente non poteva mancare Massimo Gandolfini leader del Family day e ci sarò anche io Insomma tantissimi interventi, tantissimi uomini e donne con un unico scopo: rimettere al centro la famiglia.

# WCFVerona

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