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Greta, Ramy, Simone: una sinistra… infantile!

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Greta, Ramy, Simone: una sinistra… infantile!

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Ammainata la bandiera rossa, la sinistra progressista aveva bisogno di nuovi ideologhi capaci di interpretare questo cambiamento epocale, e questi nuovi riferimenti intellettuali li ha trovati in una schiera di bambini carichi di buoni sentimenti
di Giorgio Arconte – C’erano una volta Gramsci, Bobbio e pochi altri… adesso abbiamo Greta per l’ambiente, Ramyper lo ius soli e Simone per l’integrazione. Ammainata la bandiera rossa, la sinistra progressista aveva bisogno di nuovi ideologhi capaci di interpretare questo cambiamento epocale, e questi nuovi riferimenti intellettuali li ha trovati in una schiera di bambini carichi di buoni sentimenti e di soluzioni così semplici che sembra impossibile non accogliere. È l’ingenuità di un’età carica di bei sogni ma povera di esperienze per capire che la realtà è molto più complessa di quello che appare in televisione o filtrata dall’ultimo youtuber magari anagraficamente più grande ma in verità per nulla più maturo. Se bastasse tendere una mano per risolvere tutto il male del mondo,allora vivremmo in pace ed armonia già da molti secoli, ma così non è e questa realtà non può essere considerata solo un accidente. L’essere umano è un ente razionale ed è proprio la ragione a farci capire che le società sono sistemi complessi ai quali non è possibile applicare schemi interpretativi sempliciotti e rigidi,corredati di soluzioni a dir poco banali e condite da buoni sentimenti. Forse è proprio questo il punto focale del neo-pensiero progressista: i sentimenti. Oggi sembra che la ragione debba lasciare spazio ai sentimenti, ma nemmeno a tutti. Sono accettati solo i sentimenti buoni, quelli colorati perché attraverso questi si può costruire la società della libertà nel godimento continuo.
Se ci osserviamo intorno stiamo già vivendo il principio di questa nuova Civiltà che potremmo definire “consumistica” ma, a ben guardare, per nulla libera. Pasolini da tempo già ammoniva su questo rischio, e quello che oggi chiamiamo libertà, in realtà è il risultato di condizionamenti economici che piegano i nostri stili di vita alle esigenze di un Mercato sempre più invadente la nostra quotidianità e la nostra intimità, facendo proprio leva sui buoni sentimenti. Ma se nel 21esimo secolo dopo Cristo dobbiamo ancora conquistare la pace nel mondo, non è certamente perché un papà non ha donato 1€ del suo stipendio a qualche associazione umanitaria mentre si affrettava a pagare qualche bolletta; e se il mare è sempre più inquinato non è certamente perché una mamma ha usato a tavola i piatti di plastica per poi correre a lavoro. La complessità della vita sta già dentro questi due esempi che, con la loro durezza, contrastano inesorabilmente la visione infantile promossa e sostenuta da una sinistra ormai incapace di interpretare la realtà.
Non saranno dei bambini a salvare il mondo, piuttosto lasciate che questi giochino liberamente e crescano godendosi gli anni della loro fanciullezza senza inopportune strumentalizzazioni politiche. Questa sovraesposizione mediatica dei bambini, infatti, è solo una grande operazione propagandistica per distrarre l’opinione pubblica dai problemi reali, facendo leva proprio sulla sua emotività. D’altronde la sinistra progressista è diventata la rappresentante politica del Mercato.
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