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Elezioni in Finlandia, anche nel nord Europa soffia il vento sovranista

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Elezioni in Finlandia, anche nel nord Europa soffia il vento sovranista

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Un riconoscimento del successo dei sovranisti “Veri Finlandesi” è arrivato da Salvini, che sarà alleato del partito finnico in campo europeo, con uno schieramento “sovranista-populista” che, tenendo conto anche del Front National della Le Pen e dei tedeschi dell’AFD, sembra godere di ottima salute in vista dell’appuntamento del 26 maggio. 
di Miko Pardo – Nella giornata 14 aprile, si sono svolte le elezioni per il rinnovo del parlamento finlandese. Il popolo finnico è stato chiamato alle urne dopo la fine di una legislatura che ha visto l’ex primo ministro Juha Sipilä (partito di centro “Keskusta”) rimettere il mandato poco prima della sua scadenza naturale. Il governo di centro-destra “a 3 punte”, composto dai conservatori-europeisti del “Kokoomus” e dai sovranisti dei “Perus Suomalaiset” (conosciuti in Italia con l’infelice traduzione di “Veri Finlandesi”), oltre al già citato partito dell’ex premier, ha tradito le aspettative degli elettori, tanto da causare persino la scissione nel partito dei Veri Finlandesi, senza dimenticare il naufragio del governo stesso, caduto sulla riforma della Sanità. Queste elezioni, dunque, rappresentano un importante snodo per il futuro politico del “Paese di Babbo Natale”. Ad urne chiuse e dopo conteggi effettuati con estrema rapidità, ciò che ci rimane, in termini di risultati, ci offre degli interessanti spunti di riflessione, con dei possibili scenari che andranno ben oltre i confini del territorio finlandese, considerando soprattutto la scadenza elettorale europea del 26 maggio prossimo.
Ma veniamo ai “freddi” numeri. Dei 200 seggi in palio, 40 sono andati ai Socialdemocratici (SDP), 39 ai sovranisti dei “Veri Finlandesi”, 38 ai Conservatori, 31 al Partito di Centro, 20 ai Verdi, 16 alla Sinistra (paragonabile alla “fu” SEL italiana), 9 al Partito della minoranza svedese (RKP), 5 ai Cristiano Democratici e 2 agli altri partiti. L’unico partito a perdere seggi è stato proprio il Centro dell’ex premier Sipilä, costretto a cedere 18 seggi, che sono stati distribuiti tra i vari contendenti. Se a livello di seggi, risulta già chiaro che i primi partiti sono arrivati davvero ad un soffio l’uno dall’altro, le percentuali sottolineano ancora di più l’esito incerto di questa tornata elettorale. I primi 3 classificati, infatti, hanno preso rispettivamente il 17,7%, il 17,5% ed il 17%.
Concentriamoci adesso sull’analisi del voto. Nonostante qualche zelante giornalista italiano abbia provato a sfruttare i dati provenienti dalla macchina elettorale di Helsinki per rilanciare l’ennesima “riscossa” della Sinistra (ulteriore capitolo della telenovela: “la Sinistra riparta da…”), qui in Finlandia la percezione post-elettorale è ben diversa.
D’accordo, probabilmente ci sarà un “governo-ammucchiata” che unirà tutte le forze di sinistra e una delle due forze di centro-destra (modello “alleanza repubblicana” francese anti-Le Pen); così com’è innegabile che la sinistra più radicale e ambientalista abbia aumentato sia seggi che percentuali, ma per i Socialdemocratici (paragonabili al nostrano PD) stare sotto al 18% dei consensi, e “vincere” con un solo seggio di scarto, non rappresenta certo un trionfo. Soprattutto tenendo conto che il governo precedente aveva fallito, aprendo le porte ad un voto di protesta che – se c’è stato – di sicuro non ha favorito la compagine della sinistra progressista e salottiera (che tra l’altro ha già promesso l’innalzamento delle tasse!).
Inoltre, particolare non indifferente, il partito dei Veri Finlandesi si è diviso circa un anno fa, con tutti i personaggi più noti (fra cui diversi ministri del precedente governo) confluiti nella nuova formazione (“Sininen Tulevaisuus”), che ha raggiunto solo l’1% non conquistando alcun seggio. Ciò significa che gli elettori hanno voluto dare una sonora lezione ai “poltronari” che avevano tanto urlato contro l’UE in campagna elettorale, per poi “ammorbidirsi” una volta arrivati al potere.
C’è da aggiungere un altro dato interessante: il politico più votato in assoluto è stato il nuovo segretario dei Veri Finlandesi, Jussi Halla-Aho, seguito dalla leader della sinistra “integralista” Li Andersson. Cosa indica quest’ulteriore informazione? Sicuramente che, la radicale voglia di cambiamento da un lato ed un sistema proporzionale secco dall’altro, sono riusciti a spazzare via dall’algido elettorato nordico il triste concetto del “voto utile”.
Un riconoscimento del successo dei sovranisti Veri Finlandesi (con tanto di complimenti “in tempo reale”) è arrivato dalla pagina Facebook di Matteo Salvini, che sarà alleato del partito finnico in campo europeo, con uno schieramento “sovranista-populista” che, tenendo conto anche del Front National della Le Pen e dei tedeschi dell’AFD, sembra godere di ottima salute in vista dell’appuntamento del 26 maggio.
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