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Elezioni Spagna. Non vince nessuno ma emergono i sovranisti di Vox

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Elezioni Spagna. Non vince nessuno ma emergono i sovranisti di Vox

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Con i #sovranisti di #Vox comincia ad emergere quella #Spagna profonda ed identitaria che per decenni è stata umiliata da una politica progressista che ha mortificato il Paese iberico
di Giorgio Arconte – La terza tornata elettorale in quattro anni sembra non aver dato un risultato concreto alla Spagna che si trova di fatto ancora in una situazione di stallo e di ingovernabilità. La vittoria è sicuramente del Partito Socialista Operaio guidato dal premier uscente Pedro Sanchez ma nemmeno una coalizione con la sinistra radicale di Podemos e con gli indipendentisti catalani garantirebbe una maggioranza solida. Stessa situazione sul lato destro dove Partito Popolare, i liberali di Ciudadanos, ed i sovranisti di Vox insieme non riuscirebbero a conquistare la maggioranza della Moncloa, il parlamento spagnolo.
Nonostante tutto una considerazione è possibile farla e questo grazie all’affermazione dei sovranisti di Vox che entrano per la prima volta nel parlamento nazionale. A dire il vero, per la prima volta in Spagna entra in parlamento un movimento alla destra del Partito Popolare, quest’ultimo in netta crisi di consensi. È evidente che comincia ad emergere ed a cercare rappresentanza politica, quella Spagna profonda ed identitaria che per decenni è stata umiliata da una politica progressista che ha letteralmente mortificato il Paese iberico, fino a minarne la sua unità secolare. Il pericolo di secessione della Catalogna può essere, infatti, considerato il grimaldello che ha fatto scattare la molla sovranista, ma non bisogna dimenticare che da decenni le forze progressiste cercano di umiliare il popolo spagnolo e la sua identità cattolica. Ricordiamo che la Spagna è stata la prima nazione a riconoscere matrimoni ed adozioni gay ed ha in programma anche la liberalizzazione dell’utero in affitto. Per cavalcare questa battaglia di inciviltà, alcuni vescovi spagnoli si sono dovuti difendere in aula giudiziaria contro insensate denunce per omofobia e sempre più spesso i movimenti lgbt e femministi hanno profanato alcune chiese in nome dell’aborto libero. Ma non solo, con il pretesto di rimuovere la salma di Francisco Franco, la sinistra progressista da anni vorrebbe smantellare la “Valle de los Caìdos”, insieme alla sua Croce che sovrasta e protegge i morti neri ed i morti rossi della guerra civile consumatasi negli anni ’30 del ‘900 seppelliti insieme in segno di unità nazionale. Insomma, l’odio della sinistra progressista per l’unità e l’identità nazionale e per la cristianità è evidente, ed a queste bisogna aggiungere il problema della disoccupazione, vera piaga sociale in Spagna, insieme alla crescita del fenomeno migratorio, soprattutto nell’ultimo anno, che sta alimentando un certo malcontento fra le popolazioni in particolare quelle rurali e più disagiate economicamente.
Tutti questi fattori hanno contribuito alla nascita e crescita dei sovranisti di Vox, ormai una realtà consolidata con la quale la politica spagnola ed europea tutta dovrà confrontarsi. Le prossime elezioni europee, infatti, potrebbero segnare un ulteriore successo per i sovranisti spagnoli andando ad infoltire il gruppo guidato da Salvini e Le Pen che vuole cambiare questa Unione Europea senza anima.
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