LOADING

Type to search

Eurostat impietosa: oltre un giovane meridionale su due è disoccupato

Primo Piano società

Eurostat impietosa: oltre un giovane meridionale su due è disoccupato

Share
Non è un caso se la Calabria si sta letteralmente desertificando con i suoi giovani che, rassegnati, prendono la valigia per andare a cercare un tozzo di pane, ed insieme a loro vanno via anche le residue speranze di una possibile ricrescita
di Giorgio Arconte – I recenti dati Eurostat sulla disoccupazione giovanile rivelano un quadro impietoso in particolare per la Calabria che con il 52,7% di disoccupati, insieme a Campania e Sicilia, sono fra le regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile fra i 15 e i 24 anni. Numeri da brividi per queste tre Regioni meridionali inserite anche negli ultimi 10 posti su 280 regioni monitorate nel 2018 in tutta l’Unione Europea, dove la media è… del 15,2%. Capite la differenza? 52,7% a fronte di una media del 15,5%!!! E quando parliamo di Unione Europea non bisogna pensare solo alle ricche Francia e Germania come termine di confronto, ma anche – ad esempio – a Polonia, Romania, Grecia, Bulgaria che certamente non sono potenze economiche mondiali come l’Italia.
Non è un caso se la Calabria si sta letteralmente desertificando con i suoi giovani che, rassegnati, prendono la valigia per andare a cercare un tozzo di pane, ed insieme a loro vanno via anche le residue speranze di una possibile ricrescita. Perché senza giovani significa anche meno famiglie e meno famiglie significa meno figli e meno figli significa non solo meno contribuenti ma significa ancora meno lavoro perché anche il pubblico impiego, per carenza di utenza, tende a chiudere. Degli esempi? Le scuole: sempre meno iscritti significa ridurre il personale! E l’Università? La Mediterranea di Reggio Calabria comincia a risentire la crisi di iscrizioni, quanto potrà reggere prima di chiudere i primi corsi di laurea? Vabbè… c’è il “Reddito di Cittadinanza” qualcuno potrà dire, ma il problema resta perché senza lavoro non ci sono contribuenti e senza questi qualsiasi sistema assistenzialistico è destinato a crollare su se stesso, a meno che non si vogliano stritolare a tasse quei pochi che lavorano (e pagano le tasse). In compenso aumenteranno gli ospedali perché la popolazione che resta invecchia, e la vecchiaia porta con se tutta una serie di problemi di salute. Ma anche qui non c’è di cui preoccuparsi, la sinistra sta già lavorando all’approvazione dell’eutanasia così anche questo problema viene risolto: meno vecchi e malati = meno spesa pubblica!
Tutto questo, però, sembra non essere rilevante per i media e per la sinistra (che detiene il potere mediatico). L’unico interesse per il mondo progressista sono gay (che non possono fare figli, al massimo possono acquistarli ma questo è un altro discorso) e immigrati. L’altro giorno in una trasmissione televisiva un esponente di sinistra ammetteva, timidamente, che il problema non sono i migranti ma la mancanza di lavoro. Era una piccola luce ma il ragionamento resta fallace perché fatto in malafede, in realtà era un maldestro tentativo di giustificazione di fronte ad una realtà che urla da sola. Fosse stata una persona onesta avrebbe ammesso che non è possibile continuare ad immettere masse di migranti in un sistema che non è in grado di accoglierle proprio perché in Italia, ed in particolare al Sud, esiste un fenomeno disoccupazione dai caratteri emergenziali. E invece no, la ricetta resta sempre la stessa: più migranti nonostante non ci sia lavoro. Questa cecità ideologica è davvero sconvolgente! Paurosa!
Un ultimo dato. La Calabria con il 21,6% si piazza all’undicesimo posto in Europa per quanto riguarda la disoccupazione della popolazione fra i 15 e i 74 anni a fronte di una media europea del 6,9%. Nessun problema però, aprite i porti e tutto si risolve da sé…
Tags:

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *