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Europee 2019: Vincenzo Sofo e la sfida per una strategia metapolitica sovranista

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Europee 2019: Vincenzo Sofo e la sfida per una strategia metapolitica sovranista

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Una maggiore coordinazione, ed unità di intenti, tra le varie comunità “think tank” identitario-sovraniste, con la partecipazione dei talentuosi Vincenzo Sofo,Francesco Giubelei e Sebastiano Caputo rappresenterebbe una valida alternativa al nichilismo imperante imposto dall’agenda liberal-progressista, nemica delle Patrie e piaga dei popoli
Di Giuseppe Fontana – L’approssimarsi della sfida in vista delle elezioni europee del 26 Maggio, non può non indurre ad una riflessione inerente alla centralità del ruolo che, tale responso, assumerà per il futuro delle Patrie europee. Del resto, volgendo anche un superficiale sguardo sul panorama politico italiano, appare emblematico quanto, l’attuale agenda governativa a traino giallo-blu, sia sostanzialmente condizionata, se non addirittura ostracizzata, da talune ed oscure imposizioni provenienti  da quelle “tecnocratiche stanze” che proprio dalle istituzioni europee ne traggono linfa, legittimazione e riferimento.
 Mentre nei trascorsi decenni gli indirizzi politico-economici, perpetrati dal susseguirsi dei vari governi, furono quasi genuino frutto di esiti elettorali su base nazionale e democratica, oggi tutto ciò si mostra scarsamente condizionante, perfino ai fini della stessa politica interna inerente ai singoli Stati europei. Difatti, il costrutto utopico, neoliberista e progressista che caratterizza l’attuale pensare ed agire delle istituzioni europee, mostra visibilmente l’arrogante asserzione basata sulla mercificazione di ogni relazione umana che, indipendentemente dalle identità territoriali delle diversificate patrie europee, impone un’unica visione e versione economica-sociale in risposta alle molteplici e diversificate esigenze dei popoli facenti riferimento ad essa.
L’interazione tra uomo, spirito, cultura e natura, intese come tessuto connettivo della società, vengono spazzate via in nome e per conto della pura, banale ed artificiosa“ragione economica”. In virtù di ciò, l’attuale società europea, in tal modo strutturata, risulta esser un mero impianto ideologico inequivocabilmente destinato al declino, in quanto il concetto stesso di  società risulterebbe irrealizzabile, paradossale e quindi distruttivo per quest’ultima.
In tal contesto, la sempre più spiccata propensione alla nascita e all’affermarsi di posizioni identitarie e sovraniste, lungi dall’esser banali rigurgiti provenienti dall’anacronistico passato, assumono valore di risposta e difesa sociale innanzi al dilagare di tale minaccia.  In estrema sintesi, è la rivalsa dell’Uomo come essere sociale innanzi all’imposizione liberal-progressita di un individualismo senza radici. Non va del resto dimenticato che, nelle società umane, l’arrembante affermarsi di un’ idea non è mai frutto di un mero caso, bensì della funzionalità che essa assume in  relazione alle reali esigenze della società in questione. Lomologazione globale, per contro, stimola l’identità locale, come le arroganze delle entità sovranazionali, per reazione, incitano l’affermarsi del sovranismo.
 In Italia, come nel resto d’Europa, assistiamo sempre più ad una spontanea diffusione di piccole ed autonome, quanto vive e pulsanti, comunità di “think tank” politico-culturali che sempre più, facendo proprie le istanze identitarie e sovraniste, avvertono l’esigenza di dar voce ad una visione d’ Europa che ponga finalmente l’Uomo– inteso come essere sociale- ed una costruttiva interazione tra le mille patrie europee, al centro della propria visione culturale. Fornire però, una sorta di razionalizzazione e centralizzazione in merito agli intenti ed all’agire delle varie sopraccitate comunità  presenti sul nostro territorio, rimane un improrogabile impegno dal quale dipende la stessa sopravvivenza di tali piccole, quanto al contempo importanti, realtà. In questa fase epocale, sviluppare una strategia finalizzata alla condivisione di una visione metapolitica sovranista, che concili la conservazione valoriale con le dinamiche delle trasformazioni sociali, rappresenterebbe l’iniziale obiettivo da preporsi.
 Il giovane Vincenzo Sofo,  classe 1986,  fondatore del think tank  Il Talebano e candidato alle europee del 26 Maggio tra le fila della Lega, rappresenta uno di quei nuovi volti capaci di ricoprire tale fondamentale ruolo, ed unire quegli isolati e disseminati rivoli identitari e sovranisti in un unico  impetuoso fiume in grado di travolgere e scardinare, le evidenti contraddizioni che attualmente caratterizzano le nefaste politiche messe in atto dalle odierne istituzioni europee. L’auspicabile affermazione in chiave elettorale di Sofo, potrebbe rappresentare il giusto volano per la realizzazione di tutto ciò. Valore aggiunto per una strategia metapolitica sovranista inoltre risulterebbe l’imprescindibile contributo di altre fondamentali e prestigiose figure come Francesco Giubilei di Nazione Futura, e Sebastiano Caputo con  L’Intellettuale dissidente. Un  progetto di avanguardia culturale, per un formidabile tridente identitario-sovranista, capace di dar finalmente voce e volto ad un’idea che, emergendo dalle macerie di una civiltà sofferente, dalla conservazione valoriale proiettata in una visione futuristica, trae la propria linfa e vitalità. Il 26 Maggio, l’Italia si cambia dall’Europa!
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