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Dalle tendine sulle croci alle statue demoniache, continua lo scempio PD

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Dalle tendine sulle croci alle statue demoniache, continua lo scempio PD

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Referente politico di questo scempio culturale, religioso e sociale è l’attuale sinistra progressista che ha abbandonato la lotta di classe e i lavorati per abbracciare la tutela delle perversioni e l’odio verso tutto ciò che caratterizza l’identità dell’essere umano, della città, del popolo
di Giovanna Arminio – La scorsa settimana, a Pieve di Cento, delizioso comune bolognese che già nel nome porta le proprie origini cristiane (la pieve, nella tradizione di origine medievale dell’Italia centro settentrionale, indica la parrocchia), balza agli onori delle cronache per la vicenda delle tendine sulle croci al cimitero. Il sindaco Sergio Maccagnani (PD), con regolare delibera della giunta e bando di gara per l’appalto dei lavori, comunicava “il progetto prevede l’installazione di un sistema di oscuramento motorizzato con teli di tessuto sintetico che consentiranno all’occorrenza, di coprire temporaneamente le immagini sacre e le tombe di famiglia situate alle pareti della cappella”. Dopo la comprensibile bufera scatenatasi sui social e la sollevazione di piazza in paese, il Sindaco fa dietro front (sapete com’è…ci sono le imminenti amministrative!) e si giustifica dicendo che si sarebbe trattato solo di una proposta. Ma carta canta: purtroppo per lui la delibera e il bando di gara per l’appalto dei lavori smascherano la grossolana bugia. E siccome la toppa non era già sufficientemente peggio del buco, ci pensa Alessandra Moretti, consigliere regionale del Veneto (sempre PD), a giustificare la decisione del compagno di partito. Nel corso della puntata di “Dritto e Rovescio” condotta da Paolo Del Debbio, lascia sgomenti conduttore ed ospiti affermando che si tratta di un “progetto preliminare non ancora definitivo” (ma sappiamo, carte alla mano, che non è vero) con il quale si da “la possibilità di coprire temporaneamente, con delle tendini amovibili che salgono e scendono nel caso in cui ci sia una cerimonia per un laico, i simboli religiosi”. Affermazione, questa, che, oltre a scatenare le ire dei cittadini interessati dal provvedimento, ha ulteriormente scaldato il popolo dei social.
Oggi, a bocce ferme, proviamo a leggere i fatti anche alla luce di quanto avvenuto in un altro comune bolognese a conduzione PD: Vergato, dove l’amministrazione e un manipolo di paesani festanti hanno partecipato all’inaugurazione del museo e di una fontana dell’artista Luigi Ontani, sormontata da una statua raffigurante una figura che sta a metà strada tra un satiro e un demone (il fallo eretto, le zampe di capra, a cui si aggiunge la simbologia massonica dell’occhio degli illuminati posto sullo zoccolo) con, sulle spalle, un bambino aggrappato alle sue corna. La base della fontana è poi formata da un Nettuno androgino con grandi seni. Già fa sufficientemente schifo così e si pensa di avere toccato il fondo, ma, scorrendo le “opere d’arte” di Ontani, scopriamo il suo “Ecce Homo” raffigurante un Gesù efebico, il suo crocifisso blasfemo con il volto dell’artista che sostituisce quello di Cristo, l’uomo barbuto che allatta e altre porcherie. Il punto più alto di perversione sono le sue fotografie con ragazzini nudi di origine presumibilmente indiana; in una di queste l’autore infila le dita nella bocca del minorenne, con ciò alludendo a un rapporto erotico di tipo pedofilo.
Qual è il filo che unisce questi due episodi in apparenza distanti? Semplice. L’odio del mondo progressista verso i simboli cristiani e tutto ciò che evocano, un odio che viene espresso attraverso una quotidiana persecuzione di tipo culturale. Una sinistra progressista portatrice di una sorta di “religione civile” in cui tutto viene ridotto alla neutralità, una “religione alternativa” opposta al Cristianesimo, ai suoi simboli – innanzitutto la Croce, che la Moretti non è in grado neanche di nominare – e ai suoi riti, giungendo a toccare persino il culto dei morti, quanto di più radicato ci sia nel cuore dell’uomo. E lo fa a colpi di delibere comunali per coprire i simboli delle cappelle cattoliche, dove ci sono i propri defunti e quelli dei concittadini. Ovviamente lo scopo è anche accontentare il musulmano di turno o l’ateo o il laicista come se l’identità nazionale italiana dovesse essere sempre un imbarazzo piuttosto che un orgoglio.
Si provi allora a giocare con le parole. La delibera comunale voluta dal sindaco di Pieve di Cento parla di “sistema di oscuramento”. Oscuramento che diventa oscurantismo. L’oscuramento delle immagini sacre e le tombe di famiglia diventa oscurantismo della fede e dell’identità nazionale in nome della laicità. Laicità che diventa laicismo, come sinonimo di odioso ateismo e disprezzo unicamente verso il cristianesimo. Da una cultura del bello rappresentato dal nostro passato, al culto di satana, indifferenziazione sessuale ed esplicito sdoganamento della pedofilia. Referente politico di questo scempio culturale, religioso e sociale è l’attuale sinistra progressista che ha abbandonato la lotta di classe e i lavorati per abbracciare la tutela delle perversioni e l’odio verso tutto ciò che caratterizza l’identità dell’essere umano, della città, del popolo. Nel mirino: le radici cristiane.

 

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