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Il libro. I sovranisti d’Europa

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Il libro. I sovranisti d’Europa

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Gian Micalessin, nel suo ultimo libro edito da Il Giornale, delinea – in contrapposizione all’Europa federale – il progetto dell’Europa degli Stati rispolverando il pensiero del generale De Gaulle
di Francesco Marrara – Il prossimo appuntamento elettorale del 26 maggio 2019, sicuramente non troverà impreparati sul tema del sovranismo coloro i quali leggeranno l’ultimo libercolo di Gian Micalessin edito dalla collana “Fuori dal coro” de il Giornale.
Il libretto esplica con molta chiarezza le posizioni dei principali partiti sovranisti italiani (Lega e Fratelli d’Italia), nonché quelle dei rispettivi alleati. Il sogno, aldilà delle sintonie sui valori e gli obiettivi politici, rimane quello di dar vita ad una grande “Alleanza Europea dei Popoli e delle Nazioni”. Gruppo che dovrebbe contare l’apporto di oltre 120 parlamentari e che dovrebbe sostanzialmente coinvolgere sovranisti, conservatori e una parte dei popolari (vedi ad esempio Fidesz di Viktor Orban).
Punto centrale del libro, tuttavia, risulta essere il pensiero esposto dall’autore fin dalle primissime pagine. Micalessin, riprendendo l’idea di De Gaulle – indicato quale capostipite dell’idea sovranista – ripropone l’idea di “Europa degli Stati” – o meglio ancora di “Europa delle Patrie” – contrapponendola a quella di Europa federale. Tale progetto, solamente ripreso in parte da Salvini e Le Pen, rischia di rimanere ancora per lungo tempo lettera morta in quanto – se attuato – potrebbe non trovare d’accordo soprattutto gli americani i quali vedrebbero lesa la loro decennale egemonia sul Vecchio Continente.
Tenere in considerazione il disegno gollista potrebbe risultare una carta spendibile e vincente per i sovranisti. Se questi realmente vorranno costituire la “Nuova Europa” – intesa quale Confederazione di stati liberi, sovrani e indipendenti fondata sulla cooperazione tra gli Stati nazione – avranno il dovere di farsi carico di una visione del mondo alternativa a quella degli interessi dei grandi colossi mondiali (Stati Uniti, Russia e Cina). Pertanto, parafrasando il generale De Gaulle, l’unica Europa possibile che deciderà il destino del mondo sarà quella che si estenderà dall’Atlantico agli Urali.
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