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Europee: la vittoria della realtà sull’ideologia

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Europee: la vittoria della realtà sull’ideologia

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Il recente voto è riuscito anche a svelare l’inconsistenza di molte narrazioni che i media con insistenza hanno cercato di raccontare per cercare di orientare l’opinione pubblica e magari il voto.
di Giorgio Arconte – Alla fine queste elezioni sono passate e con se non portano solo il successo della Lega in Italia ed in Europa una decisa avanzata delle forze sovraniste che spezzerà gli equilibri fino ad oggi imposti a suon di austerità. Il recente voto è riuscito anche a svelare l’inconsistenza di molte narrazioni che i media con insistenza hanno cercato di raccontare per cercare di orientare l’opinione pubblica e magari il voto. Il primo pensiero va a Mimmo Lucano, l’ormai ex sindaco di Riace, piccolo Comune della provincia reggina diventato famoso in tutto il mondo non perché il luogo dove sono state trovate due preziose e magnifiche statue bronzee custodite nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ma perché diventato a livello internazionale simbolo dell’accoglienza. Negli ultimi mesi, ed in particolare da quando Mimmo Lucano è coinvolto in guai giudiziari, non è passato giorno in cui l’eroe dei due mondo non fosse invitato in qualche scuola o in qualche università, che non comparisse una copertina di giornale con il suo volto ed addirittura c’è stato chi voleva candidare l’ex sindaco di Riace al premio Nobel per la pace. Continue manifestazioni tinte di rosso hanno invaso il piccolo borgo calabrese in solidarietà del proprio paladino diventato improvvisamente simbolo della sinistra progressista ed immigrazionista non solo in Italia ma in tutto il mondo. Poi arrivano le amministrative, Mimmo Lucano si candida come consigliere e la sua lista arriva terza (o ultima a dir si voglia).
A vincere le elezioni comunali riacesi è una lista vicina alla Lega che già durante lo spoglio delle europee era risultato il partito più votato. Ma il candidato a sindaco vincente non è affatto un bruto vichingo bensì Antonio Trifoli, riacese e sindacalista dell’USB, noto sindacato dall’identità marcatamente di sinistra! È grande lo stupore nei salotti radical chic ma da Riace non è tutto: Mimmo Lucano, su circa 1100 voti, ha racimolato solamente 21 misere preferenze. Insomma, evidentemente tutto il clamore sollevato intorno al paesino calabrese ed al suo “eroe” era solo fuffa lanciata in pasto agli italiani da una stampa che possiamo definire addirittura di regime. Per fortuna gli italiani non se la sono bevuta e lontani da sentimenti razzisti che non gli appartengono, hanno preferito il buon senso verso un fenomeno quale quello dell’immigrazione di massa che va gestito nell’interesse del bene comune e non subito o strumentalizzato a fini ideologici.
C’è un altro dato che occorre evidenziare e stavolta a livello nazionale. Un’altra narrazione spesso raccontata dai media si è infranta contro il muro della realtà in queste elezioni, ovvero quella che vorrebbe il voto delle donne ed il voto dei giovani orientata in maniera schiacciante a sinistra. Queste perché, sempre secondo le favole ideologiche raccontate dalla squadra di giornalisti arruolati, i movimenti sovranisti sarebbero portatori di visioni maschiliste inaccettabili per ogni donna, e sarebbero promotori di una visione oscurantista incomprensibili per le giovani generazioni ormai istruite. Una ricerca commissionata dall’Huffington Post, giornale diretto da Lucia Annunziata quindi espressione della sinistra progressista, ha completamente ribaltato questa narrazione basata semplicemente sul pregiudizio ideologico, rivelando che le donne ed i giovani hanno votato Lega mentre la maggioranza dell’elettorato PD si trova nelle fasce più anziane degli italiani. Evidentemente le donne italiane cercano sicurezza ed i giovani cercano lavoro ed entrambe sono poco interessati all’agenda progressista fatta esclusivamente di liberalizzazione delle droghe, approvazione dell’eutanasia ed accoglienza indiscriminata e prioritaria ad immigrati irregolari e clandestini.
Insomma, possiamo dire che il grande flop della sinistra non è semplicemente elettorale ma è soprattutto culturale perché le allucinazioni ideologiche progressiste hanno creato una distanza con la gente che sarà difficile da colmare finchè l’unica capacità di reazione è limitata all’insulto rivolto al popolo ed alla demonizzazione dell’avversario politico.
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