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Fico, il Presidente della Camera radical chic

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Fico, il Presidente della Camera radical chic

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Il Presidente della Camera Roberto Fico, assumendo le vesti del tipico radical chic borioso, con le sue dichiarazioni rischia di mettere fine alla già precaria tenuta del governo gialloverde
di Francesco Marrara – Ieri 2 giugno 2019, si è svolta la cerimonia della Festa della Repubblica Italiana. Alle celebrazioni era presente anche il Presidente della Camera Roberto Fico il quale, rendendosi per l’ennesima volta protagonista di dichiarazioni poco felici, ha attirato su di sé una certa attenzione mediatica. Queste le parole sconcertanti:  “Oggi è la festa di tutti quelli che si trovano sul nostro territorio, è dedicata ai migranti, ai rom, ai sinti, che sono qui ed hanno gli stessi diritti”.
La gravità di queste dichiarazioni è che a rilasciarle sia stato una delle più alte cariche dello stato. Dunque, una persona che per l’importanza e il prestigio del ruolo che ricopre dovrebbe essere guida e punto di riferimento per l’Italia e gli italiani. Soprattutto in una giornata in cui viene celebrata una ricorrenza riguardante un un periodo storico le cui trame – a distanza di settantatre anni – ancora non sono state perfettamente chiarite.
Da qualche anno a questa parte, inoltre, a detta anche di alcuni esponenti di rilievo delle Forze armate italiane, il 2 giugno è stato ridotto ad una mera sfilata di personaggi che puntualmente, senza alcun rispetto, infangano le istituzioni ed il sacrificio dei soldati italiani.
Il Presidente Fico, assumendo le vesti del tipico progressista radical chic, ha infatti disonorato il suo ruolo istituzionale assumendo un atteggiamento schizofrenico che lo pone sulla linea d’onda della sinistra salottiera e antitaliana.
Le parole di Fico risultano pesanti e parecchio rischiose in un momento in cui il governo italiano viene messo quotidianamente sotto attacco dalle minacce e dalle continue pressioni sia interne che esterne. Sarebbe ora, pertanto, che alcuni esponenti cinquestelle non solo evitassero dichiarazioni inutili e inopportune, ma allo stesso tempo iniziassero ad avere un maggior senso di responsabilità istituzionale in un’Italia già abbastanza precaria e martoriata.
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