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Moscopoli. L’ombra del “gerontofilo” e della “culona inchiavabile”

Politica Nazionale Primo Piano

Moscopoli. L’ombra del “gerontofilo” e della “culona inchiavabile”

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Di Giuseppe Fontana“Venghino Siori venghino…che il circo è arrivato!” Per chi vanta una buona  memoria, e magari anche qualche capello bianco in più , facilmente ricorderà il “tormentone” sgrammaticato, quanto inopportuno, che soleva caratterizzare gli strilloni da circo che spesso, sbraitando nelle piazze, preannunciavano l’arrivo festoso dello stesso in città. Dopo l’intervento, tenutosi presso l’aula del Senato, da parte del Presidente del Consiglio Conte, risulterebbe difficile, anche per chi non è avvezzo alla sobrietà, non associare, tale indecoroso spettacolo offerto dall’alta camera, ad un’operetta degna, per l’appunto, ad un circo equestre con  clown al seguito.

La tematica in questione, ovvero il presunto finanziamento illecito che vedrebbe la Lega beneficiaria di ben 65 milioni di euro(o Dollari) provenienti da idrocarburi russi già raffinati (pertanto già non commercializzabili da parte di Eni), ha dato modo di far emergere ulteriori dettagli ad una vicenda a dir poco grottesca che, in un Paese veramente serio, seguito non ne avrebbe avuto alcuno. Tralasciando la deplorevole bagarre al Senato, con tanto di strategici abbandoni , schiamazzi da pollaio ed insulti di vario genere, più  consoni ad una bettola che ad un aula parlamentare, l’intera vicenda, come da facile deduzione, lungi dal fornire una maggiore chiarezza sull’accaduto, si è inesorabilmente conclusa con un nulla di fatto.

Tutto ciò, in netto contrasto con quanto soleva accadere durante la Prima Repubblica, quando, innanzi a determinate e delicate tematiche di rilevanza nazionale ed internazionale, l’intero emiciclo, riunito magari in seduta segreta, tralasciando le beghe tra partiti, della dialettica ne faceva una vera e propria raffinata arte della politica, invidiataci dell’intero mondo libero. I “casuali incontri segreti” tra Almirante e Berlinguer ne furono un chiaro ed esaustivo esempio. Altri tempi, ma soprattutto altri uomini…

La triste realtà è che, il mesto spettacolo che sempre più frequentemente viene offerto dalle aule parlamentari,oltre a fornire un pessimo esempio al Paese, illustra nei fatti, un evidente quanto esponenziale distacco, in termini di effettiva rappresentanza, tra chi rappresenta e chi viene rappresentato. I partiti politici che, in una accezione squisitamente democratica, dovrebbero garantire quel ruolo di cerniera e collante tra istituzioni e cittadini, molto spesso,  svestendosi di tale ruolo, si affrettano di contro a calzare quelli di difensori ideologizzati di astruse istanze di dubbia provenienza. Se così non fosse, non si spiegherebbe, ad esempio, la motivazione per la quale, al Senato, si è data priorità a ciò che parrebbe una mera speculazione giornalistica, come il caso Moscopoli, e di contro si sia ingenuamente trascurato lo scandalo inerente agli affidi di Bibbiano.

I dibattiti e le interrogazioni parlamentari, lungi dall’ essere impiegati come valido strumento rivolto a fronteggiare le reali esigenze connesse alle problematiche del Paese, si trasformano sfortunatamente sempre più in atti strumentali finalizzati a mere lotte ideologiche, in cui il “nemico”, sia esso un partito o un esponente di esso, si tramuta nel vero target di riferimento. Tutto ciò ha francamente svilito l’opinione pubblica che, immersa nelle reali incertezze che la  quotidianità pone, avverte la frivolezza delle èlite liberal-progressiste che, peccando di presunzione e superbia, discutono del nulla sulla base di puro “fumo”. Esaustivo in tutto ciò è appunto il caso Moscopoli, che parrebbe registrare tutte le caratteriste di una immensa montatura internazionale, pubblicizzata da faziosi mezzi stampa e finalizzata appositamente per screditar chi, di determinati gruppi di pressione e lobby che bivaccano a Bruxelles, ne farebbe volentieri a meno.

Così, come accadde in Austria per  il governo euroscettico guidato da Kurz, la macchina già collaudata delle intercettazioni pilotate viene riproposta, questa volta, per colpire la Lega di Matteo Salvini. In tutto ciò,francamente, la maldestra ombra  dei servizi segreti franco-tedeschi, parrebbe chiara ed evidente. Del resto, ciò che maggiormente suona più strano in tutta questa vicenda, oltre alla tipologia dei personaggi riuniti attorno a quel famoso tavolo, rappresenta il luogo scelto per una così delicata trattativa,ovvero, il Metropol Hotel di Mosca. Chi conosce bene i russi, non può non ignorare l’atavica diffidenza e l’assenza di approssimazione che contraddistingue quest’ultimi ,soprattutto se in ballo vi siano questioni strategiche di rilevanza internazionale. Insomma, per farla breve, mai avrebbero acconsentito che tale colloquio avvenisse in una hall di un Albergo aperto al pubblico, e pertanto, estremamente esposto ad orecchie indiscrete. Inoltre la totale assenza di movimenti bancari a favore della Lega, verosimilmente induce ad attribuire al caso in questione caratteristiche molti simili ad una enorme montatura, tesa alla destabilizzazione di un governo democraticamente legittimato.

Come nota a piè di pagina, risulterebbe  anche doveroso ricordare ai cittadini che proprio chi oggi in parlamento, inorridito come Kaifa, si straccia le vesti, è ideologicamente figlio di chi, durante la guerra fredda, di dollari e di rubli ne fece abbondanti quanto realistiche scorpacciate.

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