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Crisi di governo o crisi del sistema parlamentare?

Politica Nazionale Primo Piano

Crisi di governo o crisi del sistema parlamentare?

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Bisogna ammettere che quanto andato in scena ieri in Senato rivela una realtà difficile da ammettere perché va a scontrarsi con steccati ideologici fortissimi: la democrazia parlamentare è un fallimento!
di Giorgio Arconte – Lo spettacolo messo in scena al Senato per la crisi di Governo è quanto di più deprimente potessero assistere gli italiani. Dalla relazione dell’ormai ex premier Conte fino all’ultimo intervento, passando per quello di Salvini e di Renzi, il dibattito parlamentare è stato la rappresentazione di un vuoto cosmico. Fatte salve le dovute eccezioni su rari passaggi di qualche senatore che però in questo contesto diventano irrilevanti, contenuti politici non se ne sono sentiti figuriamoci quelli culturali. Il nulla! Segno dei tempi si potrebbe dire e con ragione da vendere, ma non solo. Bisogna piuttosto ammettere che quanto andato in scena ieri in Senato rivela una realtà difficile da ammettere perché va a scontrarsi con steccati ideologici fortissimi: la democrazia parlamentare è un fallimento! Ormai il Parlamento è semplicemente un gioco delle parti rappresentativo della corsa al consenso che impone il gioco elettorale: la società dei consumi portata in politica.
L’interesse delle parti non è assolutamente il bene comune o lo sviluppo della comunità nazionale quanto piuttosto quello di mantenere le poltrone e, possibilmente, accrescerne il numero. È così che da un lato all’altro il dibattito non riesce a superare quello del lancio reciproco di strali ed invettive assolutamente prive di senso e di ricadute positive nei confronti della società. La competizione sicuramente è uno stimolo positivo ma quando si ferma solo alla corsa per il voto in più cercando di impressionare l’elettorato a colpi di slogan, allora non siamo più nemmeno a livello dello sport ma della bisca. Più che un Governo nuovo, più che elezioni nuove, quindi, in Italia occorre urgentemente una nuova Costituzione che trasformi la Repubblica in senso presidenziale e che ridefinisca il Parlamento affinchè questo possa tornare ad essere davvero uno strumento sovrano ed efficace per la vita politica del Paese, perché ad oggi sembra essere proprio inutile. Ed assieme ad una Costituente capace di ravvivare il sistema politico italiano urge una legge elettorale capace di rendere il voto davvero rappresentativo e non alla mercè di una campagna elettorale ormai senza alcuna scadenza come se fossero in realtà campagne di marketing. Fantapolitica? Forse questi propositi sono molto difficili ma la storia insegna che ogni sistema, quando giunge al culmine, è destinato a crollare quando con le buone quando con le cattive.
A noi di Stanza101 che ci proponiamo di fare cultura ed analisi sta il compito di stendere idee ed avviare confronti costruttivi affinchè questo sistema parlamentare ormai malato fino alla cancrena possa essere sostituito attraverso un processo di serena ed attiva partecipazione.
Nel mentre, ci sforziamo di trarre un dato politico dalla giornata di ieri e davanti agli italiani pare prospettarsi una doppia possibilità. La prima, sciagurata, è un governo tecnico a trazione fortemente progressista ed assolutamente NON rappresentativo del Paese con l’alleanza fra PD e Movimento 5 Stelle ma con Renzi e company furbescamente fuori. La seconda, auspicata, è di un ritorno immediato alle elezioni. In quest’ultimo caso il coraggio di Salvini sarebbe anche prova di doti strategiche che meritano rispetto al di là delle tifoserie che animano i social. A Mattarella l’ardua sentenza.
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