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I dietro le quinte del governo giallo-verde e le basi ideologiche di quello giallo-rosso

Politica Nazionale Primo Piano

I dietro le quinte del governo giallo-verde e le basi ideologiche di quello giallo-rosso

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Roberto Siconolfi – Al di là di quanto immaginasse una certa critica e intellettualità “complottara”, il golpe dei tecnici sta avvenendo in altro modo e non per mano dei Draghi o Monti di turno.
Questa volta è l’opzione politica, o presunta tale, che sta dando il benservito allo Stato e al popolo italiano, imbastendo il governo globalista per eccellenza M5S-PD-sinistre.
Sull’esperienza giallo-verde, possiamo dire che se gli azzardi più o meno megalomani, demagogici e tatticamente sbagliati di Salvini hanno dato il là a questo cambio, tuttavia è molto probabile che il banco prima o poi sarebbe saltato.
Interessante il discorso alla Senato di Alberto Bagnai, ai tempi della sfiducia al governo Conte I, circa i veri “no” che il Presidente e il M5S stavano mettendo sul tavolo dell’esecutivo.
L’economista in forza Lega parlava esplicitamente dell’acquiescenza verso le burocrazie UE – che evitavano di forzare il rapporto deficit/PIL –, dell’elezione della ultraliberista von Der Leyen alla presidenza della commissione, oppure della Flat Tax. Insomma l’economia, l’ossatura di una politica nazionale e il terreno di contesa principale, l’unico forse, sul quale si dibatte in ambito UE.
Il governo giallo-verde aveva dentro di sé già diverse contraddizioni, alcune armonizzabili altre no, ma anche il beneplacito, momentaneo, di poteri forti e cricche di varia natura, che ne hanno dato il consenso o che sono parte integrante dei partiti politici che lo costituivano.
Su tutti la Casaleggio Associati, la base economica ed ideologica del Movimento 5 Stelle. Una società di marketing nata su iniziativa di padrini dalla dubbia fama, e che già da tempo aveva adocchiato la possibilità di intercettare il malcontento popolare, con la cura del settore comunicazione, nel 2005, dell’Italia dei Valori e del Blog di Antonio Di Pietro.
Una società che disvela sempre più, in queste ore, il suo “sinistro” progetto di incanalare il malcontento delle masse, sfruttando il “momento populista”, per portarlo su un binario morto.
Particolari insidie sono venute dall’ala più globalista e di sinistra del movimento, quella di Fico. Da severo assertore dell’agenda immigrazionista, è divenuto il punto di riferimento di associazioni del terzo settore, cooperative e centri sociali che, per motivi economici o ideologici, hanno bisogno degli immigrati come il pane.
Parallelo, sull’altro fronte, è stato il blocco di potere rappresentato da Giorgetti, perno dell’industrialismo del nord in salsa neoliberale. Su tutte la diffidenza verso determinate politiche economico-sociali (reddito di cittadinanza, strappo con le dinamiche UE, Minibot, TAV – vera e propria bandiera dell’iperindustrialismo ideologico).
Giorgetti è stato importante, anche, per un certo asse con gli USA e comunque la sua parte rappresenta l’anima delle Lega più vicina a Berlusconi, differente da quella salviniana, sicuramente più composita, e che possiamo collocare in uno schema politico di tipo nuovo che supera le categorie di destra e sinistra.
Altro “potere all’interno del potere” è stato sicuramente il partito dei tecnici incarnato da Tria, Moavero (ex ministro del governo Monti), Mattarella, dagli addetti alle varie burocrazie ministeriali e dallo stesso Conte.
Diversi i “no” alle scelte più avanzate e sovrane venuti fuori da questo blocco diversificato, a garanzia della conservazione e della continuità col vecchio potere politico, oltre che degli equilibri economici e di politica internazionale tra UE, USA e NATO.
E venendo a questi 3 ultimi centri politico-economico-militari, notevoli le pressioni da commissari UE, Francia e Germania per scongiurare questo o quel provvedimento “particolare”, o anche di approvazione, per fini di tipo strategico-geopolitico (USA).
Il programma di un possibile governo Conte bis, ma anche di una prossima rimiscelazione delle forze della sinistra globalista, differisce da una conformazione più marcatamente populista e/o sovranista che potrebbero assumere alcune delle forze che si staccherebbero dal M5S.
I fulcri di questo programma sono quelli dell’“internazionale democratica” e dell’“agenda globalista” più in generale, ovvero di quella concezione del mondo che sintetizza le idee della destra economica – liberismo economico – con quell’insieme di temi tipici della sinistra – diritti civili ecc.
Molto gettonato, in questo possibile governo giallo-rosso, è l’ambientalismo finto modello “Greta”. Il “panteismo naturalistico” è proprio una delle dottrine metafisico-filosofiche delle élite globaliste attuali, che vede la superiorità della natura sull’Uomo, visto come un vero e proprio “cancro del pianeta” e che va colpevolizzato, con la possibilità più o meno nascosta di essere fatto fuori per la sua nefasta azione sull’ambiente (vedi neomalthusianesimo).
L’immigrazionionismo: è un brutto presagio il recente naufragio di migranti in acque libiche, ricordiamo le innumerevoli morti causate dai “buonisti” al potere, e altre ve ne saranno ancora se si mettesse mano ai decreti sicurezza del Ministro Salvini. A questi, si aggiungerebbero quelli che dovranno entrare per tenere in piedi quella gigantesca montagna di interessi sopradescritta e per alimentare il piano del “migrante globale”, ovvero l’individuo sfruttato dai voleri del mercato del lavoro e “inconsapevole” della propria identità individuale e collettiva.
Altro punto interessante potrebbe essere quello dei cosiddetti “diritti”, per i quali già la Cirinnà e partiti tipo + Europa si fregano le mani. Matrimoni ed adozioni per le “coppie arcobaleno”, “fine vita” e legalizzazione della cannabis sono i capisaldi di queste battaglie.
Dietro queste vi è ancor più il femminismo di “ultima ondata”, che potrebbe divenire “sistemico” realizzando, se non a questo al prossimo giro, il risultato di un Presiedente del Consiglio “donna”. Il mito della donna al potere! Direttamente dagli USA l’accattivante Female Power modello Hilary Clinton, che miscela i lati più irruenti e distruttivi della femminilità con una razionalità da sterminatore di popoli.
Punto ultimo è il cavallo di battaglia per antonomasia della Casaleggio Associati ovvero l’informatica e la robotica in chiave politica e antropologica. In “Gaia”, uno dei principali video propagandistici del M5S, si annuncia la venuta intorno al 2050 di un “super Stato” mondiale dove tutti i cittadini entrino giocoforza in Earthlink, un social network creato da Google, e in Braintrust una nuova intelligenza sociale collettiva. In questa ottica notevoli le convergenze col PD riguardo gli ultimi risvolti “4.0” dell’industrializzazione.
Ultimo appunto, al M5S toccherà chiarire come metterla con i propri attivisti ed elettori per tutti i dietrofront e cambi incredibili di programma degli ultimi anni. Dall’uscita o non uscita dall’Euro all’entrata nel gruppo ultraliberista dell’ALDE (gruppo di Monti e Prodi), dai vaccini alle opere pubbliche, non ultima l’uscita di Grillo sul governo dei competenti, oltre al tragicomico tentativo di intesa col PD.
Questo il quadro di poteri, ideologie di fondo e giochi vari che hanno accompagnato l’andamento del Governo Conte I e del possibile Conte bis.
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