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Immigrazione: col governo giallorosso riparte l’invasione

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Immigrazione: col governo giallorosso riparte l’invasione

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Perché l’Europa non avrebbe acconsentito alla redistribuzione dei migranti quando al governo c’era anche la Lega mentre ora si? Verrebbe da pensare ad un atteggiamento di “umanità” ad intermittenza, in base alla convenienza politica
di Giorgio Arconte – Contrordine grillini: adesso le Ong non sono più complici dei trafficanti di esseri umani ma sono diventate improvvisamente enti umanitari da sostenere ed accettare nei porti italiani. Un cambio di analisi e di scelte politiche netta ma che non può più sorprendere considerato l’inciucio salva-poltrone del governo giallorosso. Ad inaugurare la svolta il caso della “Ocean Viking”, la nave della “Sos Mediterranée” alla quale è stato concesso l’approdo nel porto di Lampedusa per “scaricare” 82 migranti. Il termine “scaricare” è il più appropriato perché quegli 82 esseri umani, in realtà, sono solo 82 “risorse” da sfruttare: prima politicamente con una campagna mediatica che mira ad orientare l’opinione pubblica strumentalizzando le loro tragedie personali (con scarso successo a dire il vero); secondariamente nei campi di pomodoro a spezzarsi la schiena per pochi centesimi o fra i vicoli delle strade di periferia a spacciare droga: la chiamano umanità!
La parola chiave e ricorrente per edulcorare l’ennesima giravolta grillina è ricollocamento. Con l’immancabile sostegno dei media di regime il premier Conte, insieme alla sua compagnia di merende giallorossa, si sta affannando a convincere gli italiani che la politica sull’accoglienza è cambiata perché è cambiato anche l’atteggiamento dell’Europa, adesso disponibile a farsi carico dell’emergenza sbarchi. Nulla di più falso!!! C’è da fare subito una considerazione: perché l’Europa non avrebbe acconsentito ad una politica di redistribuzione dei migranti quando al governo c’era anche la Lega mentre ora si? Verrebbe da pensare ad un atteggiamento “umanità” ad intermittenza, ovvero in base alla convenienza politica. In realtà non è cambiato nulla se non la narrazione della stampa di regime prima impegnata a descrivere il mostro leghista, oggi dedito a rappresentare un rinnovato clima di serenità e collaborazione.
Ma cosa dice l’accordo che il 23 settembre a Malta potrebbero firmare i Ministri degli Interni dei Paesi dell’UE per la ridistribuzione dei migranti irregolari? Innanzitutto il “Trattato di Dublino” non sarà minimamente messo in discussione: l’accoglienza resterà sempre a carico del Paese d’approdo della nave. C’è da scommettere, a questo punto, che l’Italia continuerà ad essere meta prediletta delle Ong. Successivamente i migranti accolti saranno ricollocati verso altri Paesi dell’Unione in base ad uno schema che per ora sembra determinare un 25% alla Germania, un 25% alla Francia ed un 10% all’Italia. Ma ci sono due cose che vengono omesse dall’informazione di regime. La prima è che queste quote fanno riferimento SOLO a chi può godere dello stato di rifugiato, ovvero solo per chi effettivamente scappa da una guerra o da una persecuzione. Le statistiche dimostrano che lo stato di rifugiato viene riconosciuto ad una minima parte di questi clandestini mentre la quasi totalità dei migranti sono economici. A questo punto la domanda sorge spontanea: chi si farà carico di tutti questi migranti economici di cui non è prevista la cosiddetta redistribuzione? La domanda è retorica, la risposta scontata: l’Italia. La seconda omissione è la restante quota non determinata: che fine faranno gli altri 40%? Forse lo sapremo giorno 23 ma al momento nessun altro Paese mostra segnali di collaborazione.
I paradossi, al di là delle giravolte grilline, sono due. Innanzitutto la presa in giro europea che in realtà continuerà a non farsi carico dell’emergenza immigrazione ma seguiterà ad intendere la nostra nazione come un hub per le Ong scaricando sulle spalle dei contribuenti italiani un fenomeno straordinario. Secondariamente, ma ancora più grave, è quello di ragionare a “risorse infinite”. Un’accoglienza indiscriminata, senza regole, illimitata pone dei seri problemi di equilibrio e stabilità sociale soprattutto in un Paese in depressione economica e crescente disoccupazione come l’Italia. Non tenere conto di queste condizioni nel tempo condurrà all’esplosione di tensioni sociali gravissime.
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