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Art. 21: I rischi della degenerazione e dell’autoritarismo

Politica Nazionale Primo Piano

Art. 21: I rischi della degenerazione e dell’autoritarismo

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Di Antonio Giuseppe D’Agostino –Le recenti polemiche sull’istituzione della “commissione speciale sui fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”, hanno riportato l’Italia, nuovamente, al paradosso abissale.
Un punto di non ritorno, per i tanti che sono convinti che la libertà di espressione e di parola sia messa in pericolo da idioti facinorosi ed aggressivi (sempre pronti a cavalcare l’odio sui social) e dall’indirizzo politico che la stessa commissione potrebbe avere.
L’abisso – in cui non siamo noi a guardare i mostri, ma i mostri a guardare noi- viene delimitato da quell’ipocrisia che negli ultimi anni sta colpendo la nostra Nazione, dove il diritto di parola deve essere concesso solo a chi si allinea al pensiero unico, come conditio sine qua non, condiviso da una parte di quell’élite radical chic, sempre più lontana dal sentire comune del suo popolo.
Attraverso un’operazione, che si può definire di distrazione di massa, l’opinione pubblica viene convinta che in Italia stia ritornando l’ombra di un passato, anacronistico, che nulla ha a che fare con la reale percezione della maggioranza degli italiani.
L’Art. 21 della nostra Costituzione sancisce che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.
Eppure, questo nel nostro Paese non avviene!
Le colleghe Chiara Giannini e Francesca Totolo ed il collega Fausto Biloslavo sono l’esempio lampante di come in Italia solo “alcuni” possono esprimere un pensiero “libero”.
La censura è arrivata a colpire pure il partito politico VOX Italia, accusato di fascismo dai soliti soloni dall’antifascismoantagonista, dimenticando come l’ideatore e pensatore di riferimento sia il filosofo gramsciano Diego Fusaro.
Senza tralasciare poi, alcuni episodi di violenza esposti sui mass-media in maniera diversa a seconda delle “vittime”: i ragazzi del Cinema America, per chi si è mosso il mondo “intellettuale”, e i ragazzi di Aliud (pedinati, aggrediti con calci, pugni e spray al peperoncino e minacciati) su cui la stessa “intellighenzia” ha taciuto, dimostrando un doppiopesismo ipocrita e immorale.
Resta, dunque, un unico e solo postulato sulla scia di quanto affermato Noam Chomsky:o difendiamo il diritto alla libertà di espressione per idee che detestiamo, oppure ammettiamo, se siamo onesti e non cerchiamo scappatoie, di essere d’accordo con le dottrine di Goebbels e di Zdanov. Anch’essi difendevano volentieri il diritto d’espressione per le idee che andavano loro a genio.”
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