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Riforma del MES: è l’ora di ristabilire il primato della politica!

Politica Nazionale Primo Piano

Riforma del MES: è l’ora di ristabilire il primato della politica!

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“La potenza del capitale è tutto, la Borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni, sono un gioco da marionette, di pupazzi”. Questo assunto di Lenin calza perfettamente a pennello con la riforma del MES e con la necessità di riportare in vita il primato della politica sui dogmi dell’economia e della finanza
di Francesco Marrara – In questi giorni il dibattito pubblico italiano è incentrato sul cosiddetto “Meccanismo Europeo di Stabilità” (MES). Tutti i grandi canali d’informazione mainstream, ovviamente, si sono ben guardati dallo spiegare cosa sia realmente. Rartificato nel 2012, il trattato, è stato presentato agli occhi dell’opinione pubblica sotto l’etichetta di” Fondo Salva-Stati”, creato con il “nobile” scopo di aiutare i sottoscrittori che si trovino in difficoltà economica e finanziaria.
Come funziona? L’Italia si impegna a versare 125 miliardi e, in caso di pericolo default, entrerà in funzione il “Fondo Salva-Stati”. Il meccanismo prevede il prestito di somme di denaro – investite dall’Italia, nonché dagli altri partner europei fino ad un ammontare massimo di 700 miliardi – dietro pagamento di un interesse. Il MES, inoltre, potrà decidere unilateralmente l’aumento della quota da versare al fondo senza l’obbligo di fornire alcun rendiconto sull’effettività del suo utilizzo. Si tratta di un sistema conosciuto in quanto già adottato da un’altra istituzione internazionale, il Fondo Monetario Internazionale, ed in quanto tale il MES si appresta a prenderne le veci in Europa.
Insomma, la vita economica e sociale di un’intera comunità nazionale sarà totalmente decisa dai burocrati dell’alta finanza, i quali avranno mani libere nel dilettarsi ad applicare misure volte a portare sul lastrico il popolo italiano così come accadde non poco tempo fa nella vicina Grecia. Quest’ultima, fu completamente depauperata delle proprie ricchezze al fine di mettere in salvo le banche francesi e tedesche. Di recente, non a caso, due banche tedesche (Deutsche Bank e Commerzbank) si trovano in stato di agonia tra tassi negativi e tagli ai dipendenti. Ciò rappresenta una delle possibili chiavi di lettura relative all’esigenza di rimodellare il “Fondo Salva-Stati”.
Approvare incondizionatamente la riforma del MES, pertanto, significherebbe adottare l’ennesimo piano di “riforme strutturali” le quali, nella buona sostanza dei fatti, si tradurranno: nell’adozione di una politica economica improntata all’aumento delle tasse; nel taglio alla spesa pubblica; nell’attacco diretto ai risparmi dei cittadini; nelle privatizzazioni con conseguente svendita del patrimonio pubblico italiano.
La questione MES, riapre sostanzialmente il discorso sul tema della sovranità. La situazione è molto seria poiché da un lato assistiamo all’ennesima violazione del principio di sovranità popolare in quanto vengono accettati, supinamente e senza alcun dibattito parlamentare, i diktat provenienti da Bruxelles; dall’altro riaffiora la necessità di riportare in auge il primato della politica. È palesemente chiaro che senza sovranità monetaria non può sussistere la sovranità politica. Il “caso MES”, con la complicità di una classe politica dirigente inadeguata e completamente asservita, ne è la prova provata. L’auspicio è che l’11 dicembre, giorno in cui il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi, le forze politiche mettano in campo un briciolo di orgoglio nazionale bloccando l’avanzata del MES in barba sia agli usurai euroinomani sia ad ogni servile manovra politica volta ad impedire ogni possibilità di futuri emendamenti al testo del trattato.
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