LOADING

Type to search

#Sardine: dubbi e perplessità su un movimento “spontaneo”

Politica Nazionale Primo Piano

#Sardine: dubbi e perplessità su un movimento “spontaneo”

Share
di Luigi Iacopino – Per stessa ammissione di uno dei fondatori, l’ex sconosciuto Mattia Santori, il Movimento delle Sardine nasce “contro il populismo e la deriva leghista che un po’ tutta Italia sta prendendo”. Mica contro il Governo Giallo-Rosso della tasse e del Mes o contro il Pd delle privatizzazioni e del liberismo economico. Mica contro i diktat della Troika e l’austerità made in Bruxelles o contro il lavoro precario che si sta trasformando in precariato esistenziale tout court. Mica contro le aziende che stanno chiudendo, il crollo delle nascite, la distruzione dei diritti sociali.
E, cosi, se negli Stati Uniti si manifesta contro Trump, in Cina contro Xi Jinping, in Venezuela contro Maduro, cioè contro chi è al potere, in Italia si manifesta contro Salvini (e Meloni), cioè contro chi non sta al potere. Insomma, già questo basterebbe a far sorgere qualche dubbio sulla reale genesi e sulle ragioni del movimento delle Sardine, ma facciamo qualche passo avanti. E chiamiamo in nostro soccorso niente meno che Marco Rizzo, segretario del Partito comunista.
Qualche sera fa, in Tv, l’ex parlamentare ha avuto il merito di aver sottolineato le contraddizioni di una piazza che tutto sembra tranne che spontanea. Sebbene via sia chi, persino in buona fede, ci crede, secondo Rizzo <<nella scuola del Partito Comunista Italiano i grandi ci dicevano che non c’è nulla di più organizzato di un movimento spontaneo. Forse non avevano torto>>. E giù, quindi, con un affondo pensante che invita a sfatare questo discorso della spontaneità e mette in discussione la retorica mediatica di questi giorni. E, se non si tratta di un movimento spontaneo, chi ha messo in moto la macchina organizzativa? Con quali strumenti?
Ma non solo. Tra le righe si palesa un pensiero condivisibile che sottintende una chiara idea di fondo. Quella secondo cui alcuni movimenti probabilmente non sono poi cosi naturali come sembrano o come qualcuno vuole dipingerli, ma vengono <<pompati>> e <<lanciati>> forse con l’intento di indirizzare il consenso. Il caso più eclatante è quello di Siryza in Grecia che, dopo aver promesso la qualunque, ha tradito tutte le aspettative del popolo ellenico. Tanto che, secondo Rizzo, << Tsipras fa esattamente quello che vuole la Troika, quello che vuole il grande potere, la gabbia europea che ha distrutto la Grecia>>.
Che dire?  L’Italia si conferma laboratorio di ambiguità e di paradossi in cui addirittura i movimenti di piazza nascono contro l’opposizione (se è di destra) e non contro il Governo (se è sinistra). Non deve impensierire, quindi, se da più parti se ne mette in discussione la bontà e l’onestà intellettuale, come anche il rischio strumentalizzazione. Anche di giovani in buona fede.
Soprattutto se le proteste suscitano l’interesse e la difesa di personaggi del calibro di Prodi e Monti, cultori del pensiero unico neoliberista ed Euro-centrico. La domanda, quindi, sorge spontanea: perché le Sardine sono considerate “formidabili” dal padre delle privatizzazioni, cavallo di battaglia del capitalismo economico?
Sarà che la loro azione, per quanto possa essere legittima e nata con le migliori intenzioni, in definitiva rischi di rivelarsi funzionale a mantenere determinati equilibri politici? Sarà che si profili all’orizzonte il pericolo dell’ennesimo odioso tentativo di gestire il dissenso per “indirizzarlo” magari nei confronti del nemico sbagliato, per poi strumentalizzarlo e appiattirlo? Nel rispetto delle idee e dalla buona fede di tutti, lasciamo ai posteri l’ardua sentenza.
Tags:

You Might also Like

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *