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L’obiettivo delle Sardine: riempire le piazze e “arginare Salvini”

Politica Nazionale Primo Piano

L’obiettivo delle Sardine: riempire le piazze e “arginare Salvini”

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di Luigi Iacopino – Poche idee, disordinate ed esposte malamente. Luoghi comuni e slogan vuoti. Come unico collante il solito antifascismo, rispolverato e riletto in chiave antileghista. Questi, in sintesi, sono stati gli ingredienti principali dell’attesa, quanto confusa, manifestazione delle Sardine a Roma. Probabilmente perché il vero obiettivo è continuare a “riempire le piazze e a lanciare i nostri messaggi di antifascismo, antirazzismo, contro l’odio verbale e per arginare Salvini”.
Eccolo il nemico da contenere, mica il Governo Giallo-Rosso. Del resto, il movimento delle Sardine è l’unico nel panorama attuale a manifestare contro l’opposizione e non contro che sta al potere. Se non è un cortocircuito questo, ne siamo davvero vicini. Una cosa è certa: il clima politico sta diventando rovente.
DELUSIONE
È rimasto deluso chi si aspettava qualcosa in più da questo manipolo di giovani (e meno giovani), tanto osannati da una parte dei media italiani. La solita parte, ovviamente. Quella, tanto per intenderci, ormai instancabilmente impegnata in una furente opera di costruzione e sponsorizzazione di improponibili futuri leader del globalismo progressista tutto ecologismo (nella società del consumismo sfrenato), gender, libero mercato e immigrazione incontrollata.
IL PROGRAMMA
Ma torniamo alla manifestazione di Roma e proviamo a entrare nel merito. L’operazione non sarà semplice perché, al netto della retorica trita e ritrita, del festival delle belle parole ormai prive di significato reale, in molti si stanno chiedendo quali siano le vere richieste delle Sardine. Il primo punto: “pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a lavorare. Il secondo: “chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solo attraverso i canali istituzionali”. Il terzo: “pretendiamo trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network. Il quarto: “pretendiamo che il mondo dell’informazione traduca questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti”.  Il quinto: “che la violenza venga esclusa dai toni della politica e anzi che la violenza verbale venga equiparata a quella fisica”.  Il sesto: “abrogare il decreto sicurezza di Matteo Salvini”.
NESSUN ACCENNO AI VERI PROBLEMI
Insomma, per farla breve, questo è quello che le Sardine sono riuscite a partorire a Roma. Com’è stato giustamente rilevato, un elenco di banalità e di ovvietà a buon mercato che non rappresenta in alcun modo i veri problemi che sta attraversando il Bel Paese. Nulla su come risolvere le crisi aziendali che minacciano il licenziamento di lavoratori e lavoratrici, nulla sulla crisi di un sistema bancario obsoleto e fallimentare. Nulla sul calo delle nascite, vero fardello del nostro sistema sociale, e nulla sul pericolo dell’arrivo di nuove tasse che graverebbero su imprese e famiglie. Nessuna posizione sul Mes e sul sistema euro, nessuna proposta convincente in materia di sanità o di disoccupazione giovanile.
E cosi, si spiega perché l’unica proposta degna di nota sia quella dell’abrogazione del decreto sicurezza che impedirebbe la realizzazione di una “società inclusiva”. Che significa abbattimento delle frontiere e politica dei porti aperti. Ma siamo davvero sicuri che l’inclusione deve essere necessariamente il prodotto di un permissivismo ipocrita e senza buon senso?
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