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La rinascita della terza via italiana come simbolo di immunità al virus eurocratico

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La rinascita della terza via italiana come simbolo di immunità al virus eurocratico

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Gli avvenimenti degli ultimi giorni, legati all’emergenza Coronavirus, hanno sostanzialmente dimostrato un dato di fatto: la c.d. solidarietà europea non esiste. Pertanto, rilanciare il mito della “terza via” rappresenterebbe una valida risposta all’ottusità eurocratica
di Francesco Marrara – Negli ultimi anni, la campagna ossessiva di riduzione del debito pubblico, seguita dell’imposizione da parte dell’Unione Europea delle politiche di austerity, ha posto in essere un dato incontrovertibile: la netta subordinazione dello Stato al c.d. vincolo esterno. L’Unione Europea, in piena emergenza Coronavirus, ha dimostrato – in barba alla presunta solidarietà europea – una totale ostilità nei confronti dell’Italia.
Il Coronavirus ha avuto il beneficio di far riscoprire, soprattutto ai tanti europeisti della prima ora, l’importanza del primato dello Stato e dell’intervento pubblico in economia. Quest’ultimo, a causa degli stupidi dogmi imposti dall’eurocrazia, è stato sottoposto – da ormai parecchio tempo – ad una vera e propria damnatio memoriae. L’Italia nonostante ciò, prima con la nascita dell’IRI negli anni Trenta e successivamente – nel secondo dopoguerra – con l’ENI e l’Olivetti, ebbe modo di dare luce alla c.d. “terza via” mettendo in moto un nuovo sistema economico e sociale d’avanguardia che faceva gola a molti. Il 1992, infatti, fu l’anno in cui veritici finanziari italiani e stranieri pianificarono – sul famoso panfilo Britannia – le privatizzazioni del patrimonio industriale italiano. Poco dopo, lo scandalo di Tangentopoli colpì chirurgicamente tutto il sistema creditizio italiano, nonché l’industria pubblica.
Si trattava, nonostante la presenza di molte discrepanze, di un sistema virtuoso che permise al nostro Paese di diventare, nell’escalation della contrapposizione tra USA-URSS, la quinta potenza industriale del mondo.
Nel tempo del Coronavirus e dell’eventuale procrastinarsi della quarantena psicologica, riscoprire il mito della “terza via” potrebbe garantire non solo una simbolica immunità al virus eurocratico, ma altresì un concreto sussulto di orgoglio nazionale mediante il quale recuperare un sistema economico e sociale sottomesso ai diktat dello spread e del mercato.
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