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Pdl sull’abolizione del pareggio di bilancio: scendete in campo sovranisti!

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Pdl sull’abolizione del pareggio di bilancio: scendete in campo sovranisti!

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Ieri è stata annunciata, da Borghi e Bagnai, la proposta di legge sull’abolizione del pareggio di bilancio. Adesso i sovranisti hanno il dovere di scendere in campo e cavalcare, fino in fondo, questa sacrosanta battaglia di civiltà
di Francesco Marrara – È stata annunciata ieri, dal Senatore Bagnai e dallo stesso Borghi con un tweet, la proposta di legge Borghi-Molinari per l’abolizione dell’equilibrio di bilancio – meglio conosciuto come pareggio di bilancio – e il ripristino della Costituzione ante riforma art. 81.
Si tratta di una importantissima iniziativa, condivisa anche da alcuni esponenti della maggioranza giallofucsia, con la quale finalmente si potrebbe dare una svolta – culturale e ideologica – circa la possibilità di ripristinare il sacrosanto ruolo dell’intervento pubblico in economia senza più la presenza di inutili inghippi contabili e burocratici.
Vista la portata della pdl, sarebbe opportuno che i leaders delle forze di opposizione – facendo quadrato assieme a tutti gli altri esponenti favorevoli – prendessero l’iniziativa di farsi carico della proposta presentandosi direttamente dal Presidente del Consiglio Conte per chiederne l’immediata approvazione. Inoltre, per le cosiddette forze sovraniste si tratterebbe di un’occasione ghiottisima da sfruttare poiché verrebbe percepita – soprattutto da coloro i quali, in questi giorni di emergenza, stanno lottando come leoni all’interno di strutture ospedaliere deficitarie a causa dei tagli alla spesa pubblica compiuti in questi anni in nome del pareggio di bilancio – come una grandissima prova di maturità, nonché di lungimiranza politica.
È arrivato il momento di passare ai fatti! I sovranisti, se veramente tali, scendano in campo e cavalchino questa battaglia di civiltà rilanciando, con forza e decisione, il primato dello Stato che – in poche parole – significherebbe ritornare ad essere sovrani nel poter decidere le proprie politiche economiche e sociali in barba ai subdoli vincoli europei.
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