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Uno, nessuno …centomila interpretazioni della Costituzione

Politica Nazionale Primo Piano

Uno, nessuno …centomila interpretazioni della Costituzione

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Di Antonio Giuseppe D’Agostino – In questo periodo di emergenza sanitaria, appare evidente come qualcosa non stia funzionando, soprattutto a livello politico.Nei mesi precedenti all’esplosione del Coronavirus, da più parti il nemico numero uno dell’Italia era il ritorno al fascismo, a quell’autoritarismo che aveva infettato il nostro Paese durante il secolo scorso.
Il mainstream mediatico non ha fatto altro che propinarci la necessità di combattere questo pericolo (incarnatosi negli esponenti della destra italiana) in difesa della Costituzione.Oggi, tutta quest’ipocrisia sembra venire a galla perché, in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, la Costituzione dovrebbe essere la guida principale.Lo stesso Gustavo Zagrebelsky, all’interno di un suo articolo del 2008, ha sottolineato come “la Costituzione, ciò che ci siamo dati nel momento in cui eravamo sobri, a valere per i momenti in cui siamo sbronzi”.
I recenti Decreti del Presidente del Consigli del Ministri (i famigerati DPCM) sembrano prefigurare quella “offesa alla politica”, tanto cara a un padre costituzionalista come Piero Calamandrei. In molti, infatti, si domandano come sia possibile che il Parlamento non sia chiamato a riflettere, discutere ed avallare (in un periodo di necessità, come quello che stiamo vivendo) le decisioni prese dal Governo, che oggi sembra rivestire i panni di un solo uomo al comando?
La maggior parte dei nostri politici, da giorni lontani dal luogo “deputato” per il loro lavoro, sembrano sempre più politicanti, incapaci di pensare al bene collettivo, ma preoccupati solo al loro benessere individuale.Solo pochi (senza alcuna distinzione politica) appaiono ancora ligi al loro ruolo istituzionale e alla funzione che il Parlamento (Sovrano) dovrebbe svolgere.
La privazione delle libertà personali, il diritto alla salute (solo per fare due esempi) non possono e non devono essere decisi solo da pochi uomini (oligarchia) o da un unico uomo (dittatura), ma devono essere decisi da tutto il Parlamento che non può essere solo “edotto” ogni quindici giorni.Le Camere, infatti, rappresentano la trincea dei nostri politici, che oggi appaiono come dei disertori.
Nel silenzio totale di chi ieri pensava e attaccava un possibile ritorno del fascismo, oggi sembra necessario ricordare le parole di Nilde Iotti “nel sistema democratico voluto dalla Costituzione il Parlamento, e solo il Parlamento, è l’espressione della volontà popolare. La nostra Costituzione non ammette che il Paese sia privo neanche solo per un giorno di un Parlamento dotato dei suoi poteri”.
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