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MES: chi avrà detto una o più bugie agli italiani?

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MES: chi avrà detto una o più bugie agli italiani?

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Quando è nato il MES? Quando è nato lo strumento che ha messo in ginocchio la Grecia e che potrebbe dover essere utilizzato anche in Italia? e poi… da chi veramente è stato voluto?
di Beniamino Scarfone – In Italia ed in Europa, nella settimana prima di Pasqua, non si è fatto altro che parlare di MES: una iattura o una panacea? Il dibattito politico, e non solo, è stato rovente ed è ruotato tutto intorno a questo. Ma quando è nato il MES? Quando è nato lo strumento che ha messo in ginocchio la Grecia e che potrebbe dover essere utilizzato anche in Italia? e poi… da chi veramente è stato voluto? Le risposte sono andato a ricercarle sulla rete indagando tra le dichiarazioni dei soggetti coinvolti nel periodo e dagli atti parlamentari.
Sono partito da chi in quegli anni aveva la responsabilità di guidare il ministero dell’economia e delle finanze: Giulio Tremonti, uno dei più autorevoli economisti contemporanei che riesce ad essere, allo stesso tempo, un brillante economista ed un esperto di finanza pubblica. Lui le idee, come sempre, le ha molto chiare e su twitter ho rinvenuto una sua recente ricostruzione dei fatti: «Oggi abbiamo sentito Papa Francesco che invita l’Europa alla “solidarietà” ed a “scelte innovative”. Come si può essere in disaccordo? A proposito di scelte innovative, mi sono impegnato già nel 2003 e poi ancora nel 2010-2011 sugli eurobond. Fa piacere che oggi anche il Presidente Conte sia venuto a parlare di eurobond! Per mio conto mi assumo tutte le “responsabilità” sulle origini del MES, ma una volta chiarita tutta la verità! Fin dall’inizio, ed ancora nel corso della prima parte del 2011, il nostro programma era mirato all’obiettivo finale degli eurobond: fase 1, costituzione del fondo europeo (che poi sarebbe stato chiamato MES); fase 2: lancio, su questa base, degli eurobond. È in questa logica sequenziale che nel luglio 2011 si arrivò alla prima firma sul MES. In Europa tutti sapevano – dall’Eurogruppo/Ecofin al Parlamento europeo, da Junker a Gualtieri – tutti sapevano che il nostro piano partiva dal MES ma per arrivare agli eurobond. Per noi il MES senza gli eurobond non avrebbe avuto senso. Per contro, per gli eurobond il MES era necessario.
«A quell’altezza di tempo non ci erano note ancora le manovre, da ultimo rivelate dal professor Monti, manovre che a partire dal 5 agosto 2011, da quella che lo stesso Monti chiama la “lettera Trichet-Draghi”, avrebbero portato alla “chiamata dello straniero” venuto in Italia in novembre, naturalmente “nel nostro interesse”. Di conseguenza il MES, che era ancora privo di efficacia, diventa efficace e definitivo con la firma del Presidente Monti nel febbraio 2012, ma – piccolo dettaglio – dopo che è stata affossata la funzione per cui era nato: lanciare gli eurobond.
«È poi con la Grecia che il MES ha rivelato una funzione autonoma, totalmente diversa da quella per cui era stato costituito: non come base per lanciare gli eurobond, ma strumento “europeo” per la riscossione-estorsione in Grecia dei crediti qui vantati dalle banche tedesche e francesi. È in questi termini che – con la complicità italiana del governo Monti e con la furia finanziaria dei “creditori” franco-tedeschi – il MES si trasforma nello strumento che ha straziato la Grecia.
«Non per caso, colpito da questo “stigma”, da questa “maledizione greca”, il MES è rimasto nell’ombra per cinque anni, per essere infine, nell’autunno scorso, riproposto in Europa di nuovo – tanto per cambiare – come “salva-banche”. Tutto questo orrore è ben diverso dal progetto degli eurobond. Questa è la verità sul passato. Quella degli eurobond è ancora oggi la speranza per il futuro».
Dopo aver riportato testualmente quanto twittato dall’ex Ministro Tremonti, che nel rivendicare la scelta iniziale dello strumento di stabilità “di fatto” ne stigmatizza il successivo utilizzo, ho trovato interessante rileggere l’intervista di Francesco Olivo all’ex Premier spagnolo Zapatero, in carica dal 17 aprile 2004 al 21 dicembre 2011, rilasciata nel 2015 al giornale la Stampa. Il punto di vista di una delle icone della sinistra italiana è, infatti, più che mai utile per meglio comprendere la ricostruzione fatta da Tremonti. Di seguito uno stralcio dell’intervia (clicca per il testo completo dell’intervista al link ):
Dice di averne passate tante, ce ne dica una.
Non dimenticherò mai quello che ho visto al G20 di Cannes. Andai con il timore che potessimo essere nel mirino dai sostenitori dell’austerità, ma l’obiettivo era l’Italia.
Cosa successe?
Berlusconi e Tremonti subirono pressioni fortissime affinché accettassero il salvataggio del Fmi. Loro non cedettero applicando un catenaccio italiano e nei corridoi si cominciò a parlare di Monti, mi sembrò strano.
Monti poco dopo divenne premier e Berlusconi parla di golpe.
Io mi limito a raccontare quello che ho visto: gli Usa e i sostenitori dell’austerità volevano decidere al posto dell’Italia, sostituirsi al suo governo. Era certamente vero che l’Italia aveva problemi finanziari e politici, ma qui stiamo parlando della sovranità di una nazione. È un caso che va studiato.
Ma gli indizi non sono prove!
Per avere maggiore contezza provo una ricerca sui documenti del periodo e, grazie alla rete e ad un po’ di pazienza, sono riuscito a fugare ogni dubbio rispetto ai quesiti posti.
Nello specifico ho trovato il provvedimento per la ratifica italiana al Trattato che ha istituito il MES… e sapete cosa ho scoperto a pagina 3 degli atti parlamentari (documento scaricabile direttamente dal sito del Senato della Repubblica): «Onorevoli Senatori. Il Trattato che istituisce un Meccanismo europeo di stabilita (MES) è stato sottoscritto dai 17 Paesi dell’eurozona il 2 febbraio 2012, in una nuova versione che supera quella sottoscritta l’11 luglio 2011 (che non è stata avviata a ratifica in nessun paese dell’eurozona) ampliandone sia l’ammontare massimo di risorse disponibili sia la tipologia delle operazioni consentite».
Tradotto… “per un amico”… il Mes approvato e ratificato dal parlamento italiano nel 2012 durante il Governo Monti non era lo stesso Mes immaginato e sostenuto, in funzione degli eurobond, da Tremonti e Berlusconi nel 2011… ma era il Mes voluto e sostenuto dalle lobby che hanno operato in Grecia e che ora, probabilmente, vogliono passare all’incasso nel Bel Paese che, detenendo il 70% del patrimonio culturale mondiale, risulta essere la più indebitata: un’altra coincidenza!
Ora mi domando: chi avrà detto una o più bugie agli italiani?
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