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Giuseppi Conte. L’uomo sbagliato al momento sbagliato

Politica Nazionale Primo Piano

Giuseppi Conte. L’uomo sbagliato al momento sbagliato

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di Alessandro Steiner Falcone
Caro Giuseppi #Conte,
purtroppo nonostante il tuo appeal con le donne, sei davvero l’uomo sbagliato al posto sbagliato nel momento peggiore possibile. Hai mal gestito questa #emergenza fin dal primo giorno, scegliendo di ascoltare solo scienziati “ottimisti” come Bassetti e rimanendo sempre dieci passi dietro al #virus (salvo però provvedere palazzo Chigi di una enorme scorta di mascherine FFP3 e gel disinfettanti) per vedere “cosa sarebbe successo dopo”, con i risultati che conosciamo.
Poi, finalmente, il #lockdown che, sebbene gestito caoticamente e all’italiana, ha rallentato la diffusione del virus. E innescato il problema economico, al quale stai rispondendo peggio, molto peggio di come già fatto con l’emergenza virus.
Mio piccolo #premier, hai promesso l’elemosina di 600€ pro capite a noi partite IVA e i soldi non c’erano per tutti nonostante fossero pochissimi. Poi hai garantito una “potenza di fuoco” (perchè ti piacciono queste similitudini militaristiche, Giuseppi? ti senti un po’ #Napoleone?) di 400 miliardi di euro per le imprese (200 per le grandi e 200 per le PMI). Però, a leggere il decreto, si scopre che in #realtà la “potenza di fuoco” è solo cibo per #banche: infatti si tratta di garanzie statali su prestiti da richiedere alle banche e da rendere a condizioni più o meno favorevoli in tempi abbastanza ridotti. Quindi ci consenti di indebitarci fino agli occhi.
Ti spiego una cosa che forse nessuno dei consulenti che paghi milioni di euro con i nostri soldi ti ha mai spiegato, Giuseppi, e lo faccio gratis. E cercherò anche di usare similitudini che te la rendano facile.
Mettiamo che l’#Impresa sia un taxi il cui motore non può essere spento. E l’#imprenditore medio un taxista. Ora tu per 3 mesi fermi il taxi per legge. Ma il motore acceso, sebbene al minimo consuma benzina. Le parti si usurano, sebbene di meno, le gomme si ovalizzano. Il bollo auto (le tasse) corre regolarmente. Ma il taxista non può girare e non può guadagnare un euro. Probabilmente anche quando ci sarà lo sblocco non ci sarà più la clientela di prima. E tu risolvi come? Dicendogli di andare in #banca che lo #Stato garantisce un prestito.
Ammesso che non finisca come i 600€, il taxista si indebiterà per pagare i costi e le tasse dei mesi di fermo, nonchè dei lunghi mesi a venire a regime di #lavoro ridotto. E alla fine, nel 95% dei casi fallirà, lasciando il residuo del suo debito DAVVERO sulle spalle dello Stato, cioè tutti noi. Vincono solo le banche con questo gioco che hai inventato, Giuseppi.
Solo di una cosa avrebbe bisogno il taxista: di costi e tasse a ZERO per tutta la durata del blocco, e rimodulazione fiscale per dopo la riapertura perchè, se prima sopravviveva a malapena con il lavoro a pieno regime, è chiaro che con il lavoro decurtato non potrà mai reggere! Questo sarebbe l’unico provvedimento atto a salvare le imprese, altrimenti avremo presto un crollo senza precedenti dell’#economia italiana da cui non ci si potrà mai risollevare.
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