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“Sorveglianza rafforzata”? Per l’Italia spunta lo spettro della Troika

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“Sorveglianza rafforzata”? Per l’Italia spunta lo spettro della Troika

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L’accesso al MES “sanitario” potrebbe comportare il commissariamento dell’Italia. Il governo Conte è stato avvertito!
di Francesco Marrara – MES si o MES no? MES “senza condizionalità” dicono gli illustri governanti. La confusione sul tema certamente non manca. È da mesi che sentiamo parlare, in tutte le salse, di riforma del MES. Nelle ultime settimane si è parlato anche di MES “sanitario”. Il MES “sanitario” prevede la ripartizione di una quota pari a 240 mld di euro tra i gli stati membri dell’eurozona. Al Bel Paese, qualora decidesse di farne uso, spetterebbero 36 mld di euro.
Ma proprio qualche giorno fa, grazie ad un articolo comparso su Repubblica a firma Alberto D’Argenio, è venuta alla luce la cosidetta “sorveglianza rafforzata”.
Ma in cosa consiste questa “sorveglianza rafforzata”? Inserita all’interno del documento trasmesso ai governi, questa procedura di vigilanza – espressione colorita e, come vedremo a breve, per molti versi minacciosa – non fa presagire nulla di buono all’orizzonte. Nella sostanza dei fatti, Commissione Europea e BCE rafforzeranno la sorveglianza nei confronti di quei paesi – tra cui probabilmente anche l’Italia – che chiederanno l’aiuto del Fondo contro la pandemia. Dunque, si tratta dell’applicazione della regola del “Two Pack” la quale, come sancito dal Trattato MES del 2013, concerne delle rigide misure volte a rafforzare la sorveglianza dei bilanci dei paesi appartenenti all’area euro.
Altro che “potenza di fuoco”. Il governo è stato avvertito! L’ Italia, molto presto, potrebbe finire sotto la lente di ingrandimento delle istituzioni dell’Unione Europea che, in soldoni, significherebbe consegnarsi definitivamente al commissariamento della Troika.
A che gioco sta giocando il governo Conte? Bisognerà fare chiarezza prima che sia troppo tardi. Pertanto, le opposizioni chiedano immediatamente, al Premier ed al suo Ministro dell’economia, delucidazioni sulla vicenda. L’Italia non è un paese in vendita!
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