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Dopo la morte di Sean Connery e Gigi Proietti, in verità qualcosa non torna. Spiego perché.

Primo Piano società

Dopo la morte di Sean Connery e Gigi Proietti, in verità qualcosa non torna. Spiego perché.

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di Luca Marturano – Negli Stati Uniti c’era il destino manifesto. La grande ferrovia doveva attraversare il selvaggio Ovest per arrivare verso un futuro di prosperità e pace. Nell’Antica Grecia si attraversava lo Jonio e il Mediterraneo per costruire una società simile su altre sponde. Gli aztechi, i Maya gli egizi erano grandi astronomi e con i loro edifici comunicavano con le divinità. Poi, beh, c’erano i Romani che nel futuro immaginavano la civiltà regolata attraverso il diritto civile.
E noi? Noi dove andiamo?
La morte di Sean Connery, Gigi Proietti – qualche mese fa’ di Morricone – ci dicono una sola cosa: che nessuno riempirà il vuoto che hanno lasciato. La loro morte non è compensata da nuove leve nel campo culturale. Insomma manca il carisma nella nostra società, ogni volta che muore un grande attore non abbiamo più un erede.
Se questo avviene nel campo culturale, immaginiamo quello che succede nella politica. Il carisma non abita più qui. Quel carisma di weberiana memoria oramai non esiste più.
Così per riprendere la storia delle civiltà, è chiaro che la nostra umanità variegata attaccata a tablet e smartphone oggi è un’umanità senza meta. Un’umanità vacua, tenue che non costruisce. Non ha più il coraggio di scoprire, di affrontare, di avere un destino manifesto. È un’umanità autoreferenziale che si compiace di non sapere quale sia lo scopo della sua esistenza.
Costruire e realizzare, sono parole antiche oramai che si sorreggono nella speranza che qualcuno li sappia prendere e portare in alto, appunto, qualcuno che risvegli in noi quel carisma che la nostra società ha oramai dimenticato. Persino la religione è diventata noiosa, quando un tempo essa era linfa per guerre e purghe.
Siamo morti ma nessuno lo ammette. Valori e azioni vanno rievocati, forse in questo periodo di crisi possiamo farlo ma occorre capire quali sono le istituzioni legittimate a ciò. Cosi diventa essenziale tornare a parlare di comunità e non di società. Tornare a parlare di azioni e non di pensieri. Tornare alla spiritualità, quella vera ed essenziale. Tornare ad avere un destino.
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