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Destra ed Europa: un binomio inscindibile

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Destra ed Europa: un binomio inscindibile

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di Francesco Marrara – Sull’Unione Europea nell’ultimo decennio si è scritto e detto di tutto e di più. L’attuale composizione della UE, fondata su una forma mentis economicistica e mercatistica, ha iniziato già da tempo a scricchiolare. In particolare, l’emergenza Covid ha dimostrato che i dogmi del liberal capitalismo risultano sempre più inadatti alla risoluzione delle problematiche che attanagliano il Vecchio Continente. Occorre, pertanto, cambiare rotta. L’UE in parte sta cercando di farlo mediante il cosiddetto Recovery Fund il quale, se sfruttato in maniera intelligente ad esempio impiegando i fondi per creare e migliorare la rete infrastrutturale europea, potrebbe rappresentare una buona opportunità per rilanciare le economie dei paesi membri. Ebbene ricordare, tuttavia, che si tratta di denari che prima o poi dovremo restituire. Cadere in facili entusiasmi cianciando di un presunto e rinnovato spirito di solidarietà europea risulta, al tempo stesso, privo di logica e lontano dalla realtà.
L’Europa come destino
In questi ultimi anni, al di là di slogan poi finiti nel dimenticatoio come “Basta Euro” e “fuori dall’UE”, la destra ha avuto il demerito di non essere mai riuscita a presentare – agli occhi dell’opinione pubblica – una proposta costruttiva e alternativa al carrozzone burocratico e finanziario chiamato Unione Europea. Eppure, al contrario di quanto si possa pensare, la destra (in senso lato) ha – nelle proprie radici e nel proprio bagaglio culturale – una forte vocazione Europea. Chi è più in là con gli anni ricorderà certamente che Giorgio Almirante, in uno dei suoi numerosi comizi di piazza, ebbe a dire: “la destra o è Europa o non è”. Ma non solo Almirante andrebbe accostato a questo tipo di visione del mondo. Drieu La Rochelle, Robert Brasillach, Jean Thiriart, Giuseppe Mazzini, Asvero Gravelli, Jan Palach, Bobby Sands, Dominique Venner sono solamente alcuni dei tantissimi uomini che – con le proprie azioni politiche e culturali – sacrificarono la propria esistenza in nome dell’idea di Europa-Nazione.
Superare il sovranismo
La sconfitta di Trump ha dimostrato tutta la fragilità della retorica sovranista. Piaccia o meno l’Europa – non l’UE, si badi bene – è l’unica realtà geopolitica che potrebbe calmierare a livello globale lo strapotere di Cina, Russia e Stati Uniti. Per fare ciò, la destra ha il dovere di riportare alla luce l’Identità Europea. Si, un’altra Europa è possibile! Un’Europa sociale e dei popoli. Confederale composta da stati liberi e sovrani. Un’Europa, parafrasando Nietzsche, quale volontà unica, formidabile, capace di perseguire uno scopo per migliaia di anni.
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